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Morire per una rapina: lo Stato non fa paura agli assassini ma solo ai contribuenti

Leggo su un’agenzia: “L’omicidio aveva destato un certo allarme, perché la Lo Jacono era la consuocera di Antonio Vivacqua, un piccolo imprenditore dell’agrigentino assassinato sempre a Desio il 14 novembre scorso nel corso di un agguato mafioso…”. Invece l’omicidio avvenuto a Desio, dove una donna di 61 anni è stata trucidata a coltellate, non sarebbe di stampo mafioso, si tratterebbe di un tentativo di rapina finito male, appunto con la morte della vittima. 

E questo non dovrebbe “destare un certo allarme”? Il fatto che una donna torni a  casa sua, e in garage si trovi di fronte tre tipi armati di pistola e coltelli, non dovrebbe terrorizzarci? Ormai in Lombardia si viaggia al ritmo di quasi un omicidio al giorno, mafia o non mafia, ‘Ndrangheta o no.  secondo una prima ricostruzione, questi tipi hanno sparato alla donna con una 7,65 che si è inceppata, a questo punto l’hanno assalita a coltellatem fino a. ucciderla Ma che bestie girano sulle nostre strade? Chi ci difende da questi sanguinari?  Torneremo a portare tutti la Colt nella fondina o possiamo sperare che si cominci a punire questa feccia come merita e ad avere un maggiore controllo del territorio? Serve prevenzione, servono controlli, serve il pugno di ferro con i violenti.  Invece questi non hanno più paura di nulla. Tanto meno di uno Stato che ormai fa paura solo ai poveri cotribuenti.