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Onore a Previtali, storico ds dell’Atalanta: era lo Scirea dei dirigenti del calcio

Oggi Franco Previtali, due mesi fa Piermario Morosini: il 2012 è un annus horribilis per l’Atalanta che continua a fare a pugni con il dolore.

Il Vecchio e il Giovane avevano in comune lo stesso modo atalantino di vivere il calcio come la vita: erano umili, seri, orgogliosi di essere bergamaschi. Uomini per bene.Uomini veri.

Di questo mondo di ladri, di capitani traditori, di giocatori pipponi che si vendono le partite, poi si pentono e hanno il coraggio di andare in tv per chiedere di tornare, Previtali era l’antitesi.

Cominciò a lavorare per l’Atalanta cinquant’anni fa, al tempo di Tentorio. Gratis. E gratis ha continuato a farlo sempre. Ha raggiunto il massimo con Achille e Cesare Bortolotti, con Ivan Ruggeri, con Mondonico nelle , con Randazzo, nelle notti magiche della Coppa delle Coppe che videro una squadra di serie B arrivare sino in semifinale .

La sua vita e la sua storia hanno incrociato la vita e la storia dell’Atalanta. Previtali poteva dare del tu a Gaetano Scirea che gli dava sempre del lei. In fondo, Previtali era lo Scirea dei dirigenti calcistici italiani. Per farsi ascoltare, non aveva bisogno di alzare la voce. E manco aveva bisogno di mettere il faccione in tv per farsi pubblicità.

Previtali anteponeva sempre l’interesse dell’Atalanta a qualunque altra valutazione.

Sapeva che, per non fare la fine del vaso di coccio tra i vasi di ferro,  bisognava avere rispetto dei grandi club, ma non averne paura. Per esempio, quando si trattò di scegliere fra Juve e Milan a quale dei due cedere Donadoni, Previtali e i Bortolotti scelsero il Milan perchè Berlusconi offriva di più, anche a costo di esacerbare Boniperti il quale considerava Bergamo un territorio di caccia esclusivo.

Previtali aveva un sacro rispetto dei contratti: spesso, per lui, una stretta di mano valeva più di una firma.  E chi non la rispettava, quella stretta di mano, rischiava di non avere un’altra occasione con il direttore sportivo dell’Atalanta.

Previtali era un Signore del calcio, di un altro calcio. Nel suo tempo ce n’erano molti. In questo, se ne vedono pochi in giro.  Il fatto è che lo stampo di Franco l’hanno buttato via.

Xavier Jacobelli