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Tutto deciso, si vota ad ottobre. Forse

La conflittualità sulla riforma del lavoro, la nuova uscita di Berlusconi sull’euro, la polemica col Pd sul caso Lusi, certi attacchi giornalistici al Quirinale… Gli indizi di un Pdl pronto a staccare la spina al governo Monti in effetti non mancano. Ma la prova sarebbe un’altra: Daniela Santanchè non ha prenotato vancanze estive. Niente Costa Smeralda, niente viaggi esotici. Non c’è dubbio, allora, in luglio il governo verrà messo in crisi e comincerà la campagna elettorale in vista di elezioni anticipate ad ottobre. Questo è quanto i beninformati danno ormai per certo. Lo scrive persino il ‘Financial Times’. Che ieri raccontava di un Monti «in lotta per la propria sopravvivenza politica», consapevole del fatto che se, com’è probabile, «dovesse tornare a mani vuote» dal vertice europeo del 28 e 29 giugno, Berlusconi ne approfitterebbe per metterlo in crisi. L’obiettivo sarebbe minimale: salvare lo scranno di parlamentare al maggior numero possibile degli attuali eletti, dando comunque per scontata la sconfitta. Il che, in costanza di una crisi economica senza sbocchi, è considerato un bene: che la facciano altri la figura degli affamatori del popolo… Le elezioni ad ottobre anzichè a marzo nell’ottica del Pdl presenterebbero alcuni vantaggi: si voterebbe con l’attuale sistema elettorale, che penalizza i terzi poli; si eviterebbe (forse) l’implosione del partito; esibendo a Maroni lo scalpo di Monti, si ritroverebbe l’intesa politica con la Lega; cacciare il ‘tecnocrate’ Monti significherebbe avere un argomento per la campagna elettorale. Argomento scivoloso, però. Dopo aver, dal governo, favorito l’allargamento a dismisura dell’Ue e firmato senza remore ogni trattato (compreso il fiscal compact) teso a desovranizzare il Paese, Berlusconi come un Giano Bifronte dovrebbe ora incarnare il proprio contrario. Si può fare. In politica si fa. Nel Pd si fregano dunque le mani e nel Pdl sanno che molti bersanian-dalemiani si presteranno al gioco. Uno scenario inevitabile? No. Chi, nel Pdl, lo considera un suicidio, confida nel fatto che Confalonieri saprà trovare gli argomenti per raffreddare i bollenti spiriti del Cavaliere. Già oggi si paventa per agosto un affondo speculativo sull’Italia; cacciare Monti vorrebbe dire incoraggiarlo, assumendosene la responsabilità agli occhi del Paese. E a quelli di ogni grande azienda quotata.