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E ora servono i programmi

Ha fatto bene Dondi a scegliere di non ricandidarsi alla presidenza della Fir. Ha deciso di guardarsi attorno e e, con un gesto di umile realismo, non ha potuto ignorare i segnali di insofferenza che si sono alzati soprattutto dal nord. In particolare da Treviso, che senza tanti giri di parole ha detto: è ora di trovare un’alternativa a Dondi.

Certo, si chiude un’era. Un’era lunga sedici anni. Tanto di cappello a Dondi che ha sempre portato avanti con impegno questa avventura, ma sedici anni sono troppi per qualsiasi tipo di presidenza: che si parli di politica, di sport, di enti di qualsiasi grado, sedici anni di presidenza finiscono inevitabilmente per diventare monopolio. A un certo punto bisogna voltare pagina. Come ha riconosciuto lo stesso numero uno della Fir. ‘E’ arrivato il momento di passare la mano’, ha detto Dondi. Che in questi sedici anni ha cresciuto il rugby azzurro come fanno i genitori con i figli: con pazienza, dedizione, a volte azzeccando le scelte giuste, altre sbagliando. Con Dondi l’Italia ha fatto il suo esordio nel torneo del Sei Nazioni, nel 2000. Sotto il suo mandato il bilancio della Fir è cresciuto fino a superare i 30 milioni di euro. Anche se questa somma, è giusto dirlo, rispecchia anche la crescita del movimento rugbistico a livello mondiale. Lo stesso Dondi, comunque,  riconosce, qualche scivolata: ‘In questo trapasso verso lo sport di alto livello forse non abbiamo fatto tutto in modo perfetto’. Alla fine, al di là di tutto, il campo dice che l’Italia ha bisogno di crescere. Di trovare e creare i successori di Parisse & Co. E tocca alla Federazione individuare la strada giusta. Le vie sono due e dipenderà da chi vincerà le elezioni scegliere quale percorrere: continuare nel solco tracciato da Dondi, o darci un taglio netto.

Per ora i candidati al dopo-Dondi sono Gianni Amore, presidente del comitato regionale siciliano, e Alfredo Gavazzi, l’ex patron di Calvisano. Quest’ultimo, di fatto, un prolungamento dell’attuale presidenza Fir. Bisognerà vedere, a questo punto, chi sarà l’uomo che la Benetton Treviso potrebbe decidere di lanciare. Bisognerà vedere quali sono i programmi dei candidati. Perchè sono diversi i club e i tifosi che vogliono evitare un finale che ricorderebbe un po’ la battuta di Tancredi nel ‘Gattopardo’: ‘Se tutto deve rimanere com’è, è necessario che tutto cambi’.