Siria/La testimonianza della deputata siriana Maria Saadi: “I cristiani sono in fuga, viviamo nel terrore”.
DAMASCO. «PRIMA c’era un grande vuoto. La Siria era un Paese di circoli chiusi e non c’era comunicazione fra il popolo e il governo, fra il popolo e il Parlamento, fra il Parlamento e il governo. Ci vorranno almeno 5 anni per vedere l’effetto delle riforme e questo è il nostro grande problema». Maria Saadi, 38 anni, cattolica di rito greco, architetto di interni e madre di
due figli, è stata eletta come indipendente con 104 mila preferenze. Ora è una ‘supervisor’, una sorta di questore, del Parlamento, eletto in aprile.
La comunità cristiana, circa l’8 per cento dei cittadini, è in fermento e in fuga. Maria (nella foto) calcola che circa il dieci per cento dei suoi conoscenti e vicini di casa abbiano lasciato il Paese. «Dicono di partire per l’estate. Ma sarà davvero così o sarà per sempre?».
I SUOI elettori sono prevalentemente giovani, ragazzi ai quali manda questo segnale:«Dobbiamo accettarci e imparare a dibattere. Il Baath non è più l’unico partito. C’è anche un’opposizione, un partito socialista e un partito comunista». Sulla guerra civile ha un’idea precisa: «Viene da fuori,
la Siria è geopolitica
mente troppo importante per tutti. I paesi del Golfo pagano, l’Europa fa i piani, gli Stati Uniti sono i manager. E Israele ne approfitta. Hanno fatto leva sui più poveri, di quattrini e di cultura. I cristiani non vogliono essere coinvolti, ma lo sono in quanto siriani».
