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Europei, per battere la Germania l’Italia riscopra il contropiede

Con quattro mondiali alle spalle e vent’anni di milizia da commentatore della nazionale italiana, mi trovo nella scomoda posizione di chi deve fare pronostici. La domanda ricorrente è: ce la farà l’Italia a battere questa Germania schiacciasassi, che avrà pure due giorni di riposo in più nelle gambe? Cominciamo dall’aspetto psicologico. Dopo la gara dominata contro gli inglesi, e vinta solo ai calci di rigore, il morale degli azzurri è altissimo. Prandelli e i suoi sanno di aver compiuto una missione importante, riportando l’Italia fra i quattro più forti paesi d’Europa. Sono motivati, pimpanti e non hanno nulla da perdere nella sfida contro i tedeschi, favoriti dal pronostico. La squadra di Loew pure sta benissimo, è reduce da quattro vittorie, ha ruotato giocatori importanti in attacco, consentendo anche a Gomez un turno di riposo e ha offerto una sensazione di enorme potenzialità offensiva con i 9 gol segnati fin qui (miglior attacco dell’Europeo). Eppure dentro la testa dei nostri avversari lavora un tarlo sottile: mai la Germania è riuscita a battere l’Italia in una fase finale di Mondiali ed Europei e fra le sconfitte che hanno fatto epoca ci sono quelle di Messico ’70, Spagna ’82, in finale, e Germania 2006.

L’Italia (2 gol subiti) ha la seconda miglior difesa del torneo dopo quella della Spagna, a dispetto dei rivolgimenti tattici che hanno costretto Prandelli a cambiare più volte la fisionomia del reparto e un attacco che fatica a far breccia, nonostante il grande volume di gioco. Se Prandelli fosse un tecnico di antica scuola italiana, le vie del contropiede gli spianerabbero la strada della qualificazione alla finale.

Ma il Ct ama battere le vie del gioco: possesso di palla e manovra insistita a caccia di un varco, di un’ occasione, di un triangolo stretto che apra le porte del paradiso. Ma contro le folate dei tedeschi anche la sua Italia sarà costretta ad arretrare il baricentro, a giocare di rimessa. Proprio per questo le doti da contropiedista di Cassano e Balotelli potrebbero essere finalmente esaltate. La catapulta di Pirlo può lanciarli in gol se la Germania si farà trovare sbilanciata. Non dimentichiamo che la difesa muscolare dei bianchi di Loew è stata bucata due volte anche dalla Grecia: non dovrebbe essere impossibile per gli azzurri trovare un varco, una occasione vincente.

E in panchina Prandelli ha al suo arco altre frecce avvelenate: Di Natale, classico folletto del contropiede, Diamanti toccato dalla granzia divina dopo il rigore vincente e capace di concludere o di ispirare gioco a ritmi elevati. Sarà importante non sbilanciarsi, nè concedere troppo campo ai tedeschi, che soffrono gli spazi intasati. Teorema difficile da realizzare per un innamorato del gioco come Prandelli. Ma questa volta non gli chiediamo un’Italia bella, ci basta una nazionale vincente, capace di sfruttare i limiti dei tedeschi. Serve una piccola metamorfosi, un salto indietro nel tempo, una mutazione tattico-streategica che questi giocatori maturi sono in grado di sostenere. Se ci riusciranno, la finale sarà cosa fatta.