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Germania-Italia, quello che i tedeschi non riusciranno mai a toglierci

Manca poco. I tedeschi sono favoriti. Meglio così. I tedeschi sono convinti di eliminarci: ancora meglio. I tedeschi hanno la testa dura: anche noi. Joachim Loew che nel 2006, a Dortmund, era in panchina accanto a Jurgen Klinsmann, fulminato dai gol di Grosso e Del Piero, ha capito tutto: “Rispetto a sei anni fa gli italiani giocano molto meglio. Pirlo è il calcio e Buffon è pazzescamente il più forte”.
Anche Prandelli ha capito tutto: “Preferisco attaccare e prendere un gol in contropiede piuttosto che difendermi e prendere un gol comunque”. Lapalissiano. In fondo, il principio della rivoluzione di Cesare è tutto qui: se giochi bene, qualche volta puoi anche perdere, ma molto più spesso vinci. In due anni, il selezionatore ha rifatto i connotati alla squadra spazzata via in Sudafrica da Slovacchia, Paraguay e Nuova Zelanda (trionalmente qualificatasi ai mondiali dopo avere eliminato anche Vanuatu). Prandelli ha dato un gioco e un’anima all’Italia che non c’era più.

Per questo, ora lo vuole mezzo mondo e Abete trema al pensiero che non rimanga sino ai mondiali brasiliani del 2014. Vedremo. Per questo, stasera riparte dall’Inghilterra, cioè dalla più bella partita della sua vita e una fra le più belle delle nostre. Trenta tiri in porta, 68 per cento di possesso palla, 5 palle-gol, Pirlo superstar con il cucchiaio, Buffon paratutto, Diamanti che decide sotto gli occhi di 22 milioni di italiani. Stasera è presumibile siano ancora di più. Sicuramente, saranno più forti delll’incredibile disservizio pubblico che, quanto a telecronache narcolettiche, gaffes e papere in quantità industriale, sta battendo ogni record. Con l’aggravante che, per per seguire questo festival dell’orrore, paghiamo pure il canone.

Chiellini rientra in difesa, esce Abate e Balzaretti prende il suo posto sulla destra. De Rossi c’è. Il romanista e Pirlo formano la coppia di centrocampisti più forti del mondo: in questo momento, sono più forti anche di Xavi e Iniesta che ieri era abbiamo visto boccheggianti. Marchisio è in forma. Assieme ai due compagni di reparto è l’azzurro che ha giocato di più (390′).

A proposito: è inutile che l’italiano Giorgio Marchetti, direttore di Euro 2012, ci prenda per i fondelli dicendo che il demenziale calendario delle semifinali (all’Italia 48 ore di recupero in meno della Germania) era stato deciso tre anni. E allora? L’Uefa ha avuto tre anni di tempo per cambiarlo e non l’ha fatto. Perchè? Perchè comanda la tv che voleva quarti di finale e semifinali sfalsati e sempre in notturna. La verità è questa, il resto è fuffa. Prandelli ha fatto bene a sollevare il problema, rifuggendo però da qualunque vittimismo. Come dire: partiamo sfavoriti, abbiamo avuto pure due giorni in meno per recuperare le fatiche dei supplementari e dei rigori con gli inglesi, ma non abbiamo paura.
Il ct non ha manco timore di riproporre dall’inizio Cassano e Balotelli. Anche se il primo, al massimo ha un’ora di autonomia nelle gambe, ma, avverte Cesare, non conta la quantità. Conta la qualità. E Mario mangiagol? Mario si sbloccherà, Prandelli ci crede. Noi pure. E, se non si sblocca, ci sono Diamanti e Di Natale.

Anche nel calcio, la Germania ha problemi di abbondanza. Loew tiene sulle spine Gomez e Klose. Alle loro spalle, c’è di tutto e di più: se stanno fuori Muller e Podolski ci sono Schurrle e Reus, senza dimenticare Goetze e Kroos. E se Boateng a volte traballa, sono intoccabili Neuer, Lahm, Badstuber, Hummels, Khedira e Schweinsteiger. Ozil, invece, è unico.

Sinora, la differenza più evidente fra le due squadre è che i tedeschi tirano di meno e segnano di più. Ma in 4 gare hanno incassato 4 gol rispetto ai 2 degli azzurri. Vorrà dire qualcosa? Sì. Che nulla è impossibile. A forza di ripeterlo e di ripeterselo, gli azzurri hanno capito che è vero.

Xavier Jacobelli