Blog Quotidiano.net

Blog Quotidiano.net

I blog degli autori di Quotidiano.net, il Resto del Carlino, La Nazione ed Il Giorno online

di

Il cielo sopra Mirandola

COME annunciato, stamattina il ct Mauro Berruto ha portato tutta la nazionale in visita a Mirandola, uno dei centri più colpiti dal terremoto. C’erano tutti, i ragazzi e lo staff, silenziosi e attenti come chi sa di vivere un’esperienza diversa. Non è la prima volta, che il ct porta il gruppo dei ‘suoi’ ragazzi a scuola di vita. L’aveva già fatto l’anno scorso, organizzando un incontro in alta quota (raggiunta camminando), in una baita, con Reinhold Messner. Penso che se continua a farlo, è perché i ragazzi hanno sempre risposto positivamente agli stimoli.

Come hanno fatto stamattina, mentre il giovanissimo vicesindaco di Mirandola Enrico Dotti li guidava nella zona rossa di Piazza Costituente, mentre mostrava loro la chiesa di San Francesco straziata dalla rabbia della terra, mentre li portava al campo Friuli, una delle tendopoli allestite per ospitare gli sfollati. I ragazzi hanno visto e ascoltato, hanno firmato autografi, hanno parlato con gli alpini che fanno i cuochi nel campo, costretti a gestire tra le altre cose un menù che accontenti le sette etnie diverse presenti sotto le tende. Poi hanno incontrato i ragazzi del centro estivo che si trovavano in piscina, hanno visto il palasport che dopo la prima scossa era stato trasformato in un centro d’accoglienza e dopo la seconda è diventato inagibile. Nel campetto che sorge di fianco al palazzetto, hanno scambiato due palleggi con alcuni ragazzi e ragazze della Stadium, la storica società di volley di Mirandola. E sono tornati a casa sicuramente più ricchi e con qualche immagine forte nel cuore.

Forse le stesse che mi porto io da venerdì mattina, quando ho assistito alla conferenza stampa di presentazione dell’amichevole Italia-Serbia che il 21 luglio, al PalaPanini, raccoglierà fondi per la ricostruzione degli impianti sportivi della bassa modenese. Non ero mai andato in quella parte della provincia, da quando è stata semi-distrutta dal sisma. Non essendo necessario, mi sembrava giusto non ‘intralciare’ chi stava lavorando per salvare il salvabile. Ci sono andato per lavoro, e ovviamente ho visto come stava quella parte della mia terra. L’ho fatto con rispetto, ma anche con attenzione. Negli occhi mi sono rimaste impresse soprattutto due immagini. Non quelle delle macerie, delle case crollate, delle impalcature esterne che salvano quelle rimaste in piedi. Quelle le avevo già viste alla tv e sui giornali, come tutti.

No, io da venerdì rivedo il cielo e la terra, ovvero le gru e le ruspe. Il cielo di Mirandola è fatto di gru, ce ne sono decine, quasi una per capannone, a sorreggere qualcosa che somiglia al destino di tante famiglie. La terra è quella su cui poggiano la loro forza le tante ruspe usate come stampelle per altri stabili a rischio. Ho visto bracci meccanici fare da puntello a intere pareti delle fabbriche, appoggiate sulle loro benne, e ho visto altri capannoni tenuti su di peso dall’alto. Ce la faranno, ne sono sicuro.