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I LIBRI PER L’ESTATE / Quelli da leggere e quelli da evitare

L’amore al tempo del colore. Incombono infatti anche le “Cinquanta sfumature di rosso” (esce martedì 17 luglio, Mondadori, 14.90 euro, 552 pp.) di Erika Leonard James. Dopo le “Cinquanta sfumature di grigio” e poi le nere, stabilmente nella classifica dei libri più venduti, la trilogia cosiddetta ‘erotica’ dovrebbe concludersi, ma siamo in molti a temere che la scrittrice inglese vada avanti con tutto l’arcobaleno. E’ vero, vende milioni di copie ma, a leggere le recensioni e i commenti dei lettori, produce anche milioni di scontenti arrabbiati e turlupinati. Confermo l’opinione diffusa pur senza avere superato le cento pagine (delle circa 600 con cui sfuma il grigio): il porno-soft di E. L. James è uno dei più noiosi e banali libri che siano stati pubblicati negli ultimi secoli e dunque iniziamo la nostra rubrica per gli acquisti estivi in libreria sconsigliandovi di provare qualsivoglia suo colore. Siete stati avvertiti.
Sul fronte opposto ovvero un testo che ci è molto piaciuto tra quelli ancora sugli scaffali e che suggeriamo senz’altro è “Il libro di Mush” di Antonia Arslan (Skira, 15 euro, 136 pp.). Anche in questo bellissimo racconto – la storia immaginaria di come due donne nell’Armenia del 1915 siano riuscite a salvare un gigantesco manoscritto, questo vero, che risale al 1202 – la padovana Arslan continua a raccontarci il massacro e l’eroismo del popolo da cui proviene la sua famiglia. Il breve ma prezioso romanzo è nella terna dei finalisti del Premio Viareggio e confidiamo nella sua vittoria.
Un altro manoscritto, meno antico ma capace di creare turbamenti è quello di Dianora Tinti (“Storia di un manoscritto”, Mauro Pagliai Editore, 13 euro, pp. 187). Laura, cinquantenne sposata con figli, lavora in una casa editrice e un giorno incappa nel romanzo di un esordiente che racconta una storia d’amore: quella della stessa Laura con un compagno di studi ai tempi dell’università. Guai di cuore in vista.
Se preferite le emozioni forti forti rivolgetevi all’ultimo Giampaolo Simi (“La notte alle mie spalle”, e/o, 18 euro, 253 pp.), dove il solito ‘padre e marito meraviglioso’ si scopre essere un mostro della peggior specie, di quelle che vogliono far male a chi più amano o credono di amare.
Ma per una volta potete andare sul sicuro con quasi tutti gli italiani in classifica, premiati e non: da Piperno e Ervas, da De Cataldo all’immancabile Camilleri, i loro ultimi romanzi meritano di essere portati sotto l’ombrellone o su un alpeggio. Senza dimenticare Enzo Fileno Carabba (“Attila”, Feltrinelli, 12 euro. 142 pp.) che fa parlare un sorprendente e perfino simpatico ‘flagello di dio’. E Fabio Bussotti (sì, l’attore) che con il suo “Il cameriere di Borges” ci trascina in un avventuroso e raffinato mistero tra Italia e Sud America.
Chi ama la Sicilia e i suoi grandi personaggi non deve perdersi Alfio Caruso (“I siciliani”, Neri Pozza, 18 euro, 672 pp.), una serie di ritratti intelligenti e vividi che va da Federico II e arriva a Falcone e Borsellino. Dalla Sardegna la sempre ottima Michela Murgia (“L’incontro”, Einaudi, 10 euro, 108 pp.) e la meno conosciuta ma davvero interessante Savina Dolores Massa (“Ogni madre”, Il Maestrale, 16 euro, 195 pp.) i cui racconti si ispirano a reali drammatici fatti di cronaca avvenuti sull’isola.
Ma è giusto anche pensare a sorridere almeno in ferie e ci procura la materia prima Simona Siri (“Lamento di una maggiorata”, Tea, 12 euro, 181 pp.): al mare il problema delle ‘forme’ incombe più che mai e anche se può sembrare strano a chi non ne ha molto, le superdotate di seno possono esserne molto scontente. Per chi vive il ‘problema’ e per chi si lamenta del contrario, una simpaticissima ‘quinta sdrammatizzata’.
Abbiamo iniziato sconsigliando un’inglese, ‘rimediamo’ ricordando un grande irlandese, William Trevor (che però da molti anni vive in Inghilterra). “Leggendo Turgenev” (Guanda, 17 euro, 248 pp.) uscì nel ’91 con questo titolo pretenzioso (“Reading Turgenev”) che non rende giustizia alla drammaticità della storia già molto trevoriana, quella di una donna spinta alla follia dal perbenismo, da miserabili gelosie di paese, dall’ottusa crudele bigotta provincia irlandese.
Buone letture.