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Tra poche ore

In attesa che i mercati riaprano tra poche ore, due riflessioni a freddo sul discorso di Mario Draghi, governatore della Bce.
La prima: strappare con i falchi della Bundesbank avrebbe avuto l’effetto di costringere la Merkel nell’angolo e di radicalizzarne l’aspetto “rigorista”. L’Europa ha bisogno di questo? No
La seconda: rinviate le decisioni, solo parole. Vero. Ma aveva davvero senso aspettarsi altro e, oltretutto, annunciato formalmente in conferenza stampa? Le banche centrali raramente (anzi, quasi mai) si comportano così.
La terza: dire che tocca agli Stati muoversi, che la Bce non può prendere il loro posto e che non tocca all’eurotower decidere se dare o meno la licenza bancaria all’Esm, il fondo salvastati permanente, è semplicemente la verità. Che non piaccia ai mercati è logico, che la politica debba muoversi è necessario. Draghi già in passato, pur nel rispetto del mandato, ha guidato la Bce fin dove i suoi predecessori non avevano neppure pensato. Chiedere di più non era chiedere troppo?
La quarta: ribadire che l’euro è irreversibile,  che scommettere conto l’euro è perdente, che la Bce farà tutto quello che può per difendere la stabilità della moneta europea, non è sembrato sufficiente ai mercati. Oggi capiremo se la seduta di ieri è stata una sorta di  vendetta degli operatori di Borsa o qualcosa di più. Tra poche ore ci togliamo il dente.