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Un omicidio da fumetto

VI HO GIA’  ANNOIATO altre volte parlandovi della mia passione per i fumetti. In particolare, qui vi avevo raccontato quanto sia assidua e datata la mia lettura dei ‘bonelliani’, ovvero i personaggi della Sergio Bonelli editore, quella di Tex e Dylan Dog, per capirci. Quindi, quando ho letto nell’anticipazione sul numero 166 di Julia che quello successivo, il 167, sarebbe stato ambientato nel mondo della pallavolo, ho avuto un motivo in più per tenere marcata l’edicola. E devo dire che l’attesa non è andata delusa. L’albo attualmente in vendita si intitola ‘Nella rete’, il soggetto è di Giancarlo Berardi, una leggenda dei nostri fumetti (do you remember Ken Parker?), che ha scritto anche la sceneggiatura con Lorenzo Calza. I disegni sono di Claudio Piccoli, la copertina di Cristiano Spadoni. Trovate la descrizione completa sul sito, qui. Ovviamente, non vi svelerò niente che possa togliere il piacere della lettura.

Devo ammettere che, pur immaginando che il volley sarebbe stato solo un pretesto ambientale, una location nella quale calare una storia che magari sarebbe stata plausibile in qualsiasi altro sport, avevo un po’ di timore. Quello di scoprire qualche dettaglio stonato, che tradisse magari una scarsa dimestichezza con la terminologia specifica o con la tecnica, che suonasse falso, insomma. Poteva benissimo succedere, e invece sono rimasto particolarmente colpito non solo dal realismo grafico, perché quello in fondo è il loro mestiere, ma anche dall’attenzione alle dinamiche dello spogliatoio. E’ vero che Julia, una criminologa che ha il volto di Audrey Hepburn, è un fumetto che basa gran parte del suo successo sull’analisi della psicologia, quindi probabilmente il mio stupore non ha motivo di esistere. Ma proprio perché mi aspetto sempre molto dai bonelliani, mi ha fatto piacere vedere che hanno mantenuto le promesse. L’unico appunto, ma è una sfumatura, potrebbe essere su un passaggio di una partita, nella quale le giocatrici ogni volta che toccano la palla si chiamano lo schema a voce con un numero, cosa che non succede in un campo vero. Ma stiamo parlando di un dettaglio risibile. Ci sono molti miei colleghi, che scrivono di pallavolo ‘professionalmente’, che ne sanno molto meno degli autori di Julia…