Ladri di carrozzine
Se due magagne fanno un indizio, tre una in fila all’altra regalano una certezza. L’illusione che la provincia profonda abbia ancora a che fare con la campagna bucolica è svanita. Un miraggio per anime belle, da aggiornare con la triste realtà fatta di inefficienze e malcostumi da periferia. Quel mondo da romanzo di Guareschi o da Bar Sport di Benni, quello dove la gente non chiude a chiave la porta di casa la sera, è bello che morto stecchito.
Anzi, a Merate, nella Brianza lecchese, farebbero meglio a chiudere a chiave anche la porta del Pronto soccorso, considerato che da tredici carrozzine che avevano a disposizione in reparto ne sono rimaste in dotazione solo tre. Depredate, facile immaginarlo, da chi chiedeva di poterne usare una per accompagnare all’auto la nonnetta. E poi se l’è fregata.
Così come una mezza fregatura è avere un’automobile a gpl in questo periodo dalle parti del Lario, visto che tra penuria di impianti e chiusure estive, per fare il pieno tocca andare in Valsassina. Una volta, insomma, ci si arrampicava in montagna per far scorta di aria buona e magari di funghi e biscotti tipici, adesso lo si fa in cerca di propano e butano da mettere nel serbatoio. Come sempre grandi soddisfazioni, quando c’è da affondare il coltello nella piaga, le dà Como, la città del muro piazzato davanti al lungolago. Qui, per verificare che in via Milano venga rispettato il divieto di transito per due ore al giorno – tra le 7 e le 9 – verrà installata una telecamera del costo di 38mila euro. Roba da aspettarsi che a maneggiarla ci sia Martin Scorsese. Tanto valeva pagare un vigile per effettuare i controlli. O, a queste cifre, persino George Clooney.
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