Golf 7, la sfida Volkswagen punta all’auto perfetta
GRANDEUR alla tedesca sotto l’icona Golf. Cinquecento giornalisti, vip, amici potenti e l’intera gerarchia Volkswagen si ritrovano nella Neue Nationalgalerie, una struttura di vetro e metallo sorta nella vecchia Berlino Est negli anni Sessanta, per celebrare il lancio della settima edizione di un’auto fortunatissima. Una vettura che caratterizza la storia e lo stile Volkswagen quanto il mitico Maggiolino, una macchina che ha venduto oltre 29 milioni di esemplari in una striscia di tempo lunga 38 anni. Una piccola epopea celebrata con un fuoco di fila di immagini dell’orgoglio tedesco: dalla Germania campione del mondo del ’74 alla caduta del Muro di Berlino, dall’alba dell’euro all’elezione di Benedetto XVI fino a quella di Frau Merkel.
A lanciare la suggestiva sfida di Golf7 è il numero uno di Volkswagen, Martin Wimterkorn: «Vogliamo essere i migliori costruttori in Europa e nel mondo per reddito, clienti, sicurezza, confort ed efficienza. Ecco la nostra strategia per il 2018 e tutti questi valori li abbiamo infusi nella Golf, che rappresenta la pietra miliare verso la nostra leadership mondiale».
Il tono enfatico del boss di Wolfsburg riecheggia nello slogan che caratterizza l’anteprima mondiale della Golf: la chiave verso la perfezione. E quando il lungo cerimoniale toglie finalmente i veli alla nuova creatura di Walter de Silva l’attesa è altissima. Golf7 non tradisce le aspettative, perché è una miscela equilibrata fra passato e futuro, fra le linee della prima Golf firmata Giugiaro e le arrotondate superfici figlie degli anni Duemila. Rispetta i canoni classici dell’icona Volkswagen ma aggiunge grinta, sportività e confort. Muso e posteriore sono modificati e raccordati da una linea centrale che corre lungo le fiancate e segna il perimetro della vettura, i fari anteriori sono più allungati, come il cofano che conferisce all’auto una linea più dinamica. E così pure i finestrini affusolati e il montante posteriore leggermente piegato verso l’avantreno. Più lunga di 56 mm rispetto al’ultimo modello, più larga di 13 mm e più bassa di 28, Golf7 regala una migliore abitabilità interna con più spazio per le ginocchia e per le spalle, specie nei sedili posteriori.
Ma il vero orgoglio di casa Volkswagen sono la cura dimagrante, che ha abbassato di 100 chili il peso della vettura, e i dati relativi ai consumi (un calo fino al 23%) e alle emissioni di Co2 (- 13,9 di media). L’impiego di acciai ultraresistenti ha permesso di tagliare peso nello scocca, ma anche motori e abitacolo sono notevolmente alleggeriti. Davvero sorprendenti i dati dei nuovi propulsori, che trovate nella tabella a parte, con risparmi di carburante importanti sia per il benzina TSI che per il diesel TDI con la punta di diamante del BlueMotion. La nuova Golf7 sarà commercializzata in Italia a fine ottobre e un prezzo d’ingresso che dovrebbe avvicinarsi ai 18 mila euro. «Arriverà da subito con una carrozzeria a tre e cinque porte — spiega l’ad di Volkswagen Group Italia Massimo Nordio — e il costo dovrebbe allinearsi con quello attuale anche in presenza di prestazioni nettamente superiori». La chiave industriale di questa difficile equazione, che consente risparmi importanti, è l’utilzzo della nuova piattaforma modulare trasversale Mob, dove è possibile montare auto dei vari segmenti di mercato privilegiando quelle di più largo consumo. E Golf, ancora una volta, conta di essere l’apripista del sogno Volkswagen, la chiave di volta per conquistare la leadership assoluta del mercato mondiale.