L’Apocalisse può attendere
L’Apocaolisse può attendere. Il giorno dopo la più seguita conferenza stampa di un banchiere centrale, quella tenuta ieri da Mario Draghi, gli applausi sono globali: dall’Europa agli Stati Uniti alla (più timida) Cina. Persino dalla Germania è tutto un gettare acqua sul fuoco delle polemiche, nonostante la stampa tedesca sia stata tutt’altro che tenera. Al punto che il ministro delle finanze tedesco Schauble – europeista convinto ma non certo un agnellino con i paesi cicala – ha tirato fuori il cartellino giallo: “Il piano di acquisto dei titoli di Stato da parte della Bce non e’ un finanziamento. La stampa tedesca è troppo nervosa”. Westervelle, ministro degli Esteri a Berlino: per la prima volta vedo un po’ di luce in fondo al tunnel. E poi la Merkel: “ La Bce è’ un’istituzione forte e indipendente e ieri ha chiarito che la condizionalita’ degli aiuti a un programma di aggiustamento economico e’ un punto molto importante”. Altra musica la suona a Cernobbio l’economista Nouriel Roubini, premio Nobel, economista che vide quello che altri non videro: la crisi dei subprime. “La mossa di Draghi va nella giusta direzione, e’ un ‘ponte’ per l’Eurozona per fronteggiare la crisi del debito sovrano, ma serve solo a prendere tempo”. Per il resto vede cupo anche se, spiega, è improbabile che si verifichi la tempesta perfetta: “Perché avvenga – osserva – occorre che si verifichino tutte insieme cinque condizioni: il crollo dell’area euro, la crisi dell’economia americana, la recessione mondiale, il rallentamento della crescita della Cina e delle economie emergenti e infine un conflitto in Medio Oriente.
Roubini ci azzecca spesso e la sua autorevolezza non si discute, ma le sue dichiarazioni offrono l’occasione per un riflessione più generale. Seguendo da un po’ di anni le cose della vita economica è indubbio che i pessimisti superino non dico gli ottimisti ma almeno coloro che nel mezzo bicchiere ogni tanto tentanto di vedere mezzo pieno e non sempre mezzo vuoto. Un caso recente è la tempesta di ferragosto sui mercati: tanto tuonò sui giornali che non piovve. Vero è che a pensare male si fa peccato ma ci si azzecca. Vero è anche che a forza di teorizzare catastrofi la volta che ci azzecchi passi alla storia per averlo previsto per prima mentre tutti gli altri dormivano (non è il caso di Roubini, sia chiaro). A dire che le cose potrebbero essere un po’ meglio del previsto, invece, si fa sempre la figura dell’ingenuotto. Per ora, comunque, l’Apocalisse può attendere.