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Gilardino, Diamanti e Agliardi, il Bologna firma la rimonta dei miracoli

Doppio Gilardino, Diamanti e due parate decisive di Agliardi. La prima incredibile vittoria del Bologna di Pioli ha molti padri e la gentile collaborazione di Zeman. Il boemo spinge la sua Roma ad attaccare senza senno, con due gol di vantaggio, e si ritrova sconfitto 3-2 al novantesimo.

Partita difficile da valutare perché ha due facce troppo diverse per essere credibili. La Roma assatanata del primo tempo mette allo scoperto i limiti del Bologna attuale, con un centrocampo che filtra poco e una difesa ancora da assestare. Il Bologna della ripresa, debitamente corretto da Pioli, con Pulzetti e Pazienza al posto di Guarente e del nervosissimo Perez, deve dire grazie soprattutto ad Agliardi perché senza le sue parate-miracolo (su Totti e Destro) neppure i tre gol sarebbero bastati  per firmare l’impresa della domenica.

Fatte queste debite premesse, i tifosi del Bologna hanno finalmente scoperto che questa squadra può essere competitiva, al punto da festeggiarla in pompa magna al ritorno da Roma. Un bel ceffone anche agli scettici ad oltranza, che dopo il ko di Chievo già prefiguravano la retrocessione. Il valore aggiunto di Gilardino si era già intravisto nei 32 minuti giocati contro il Milan. A Roma il trentenne attaccante ha rispolverato il suo violino: prima un bel copo di testa nel cuore dell’area e poi un guizzo da opportunista puro, su errore difensivo dei giallorossi, che ha ricordato il miglior Gerd Muller, centravanti della nazionale tedesca anni Settanta.

Con un soggetto del genere al centro dell’attacco, il Bologna può risolvere anche le situazioni più intricate. E l’uomo ha anche grandi capaictà di tocco per favorire gli inserimenti dei compagni, come dimostra il ”dai e vai” che ha spedito in gol Diamanti. Il problema del Gila, semmai, è quello di innescarlo nel modo giusto, cioè con i cross dalle fasce, merce ancora troppo rara per il Bologna specie sul lato destro, dove Motta è incolore e poco incisivo. Diamanti deve lottare con il proprio egoismo ma il suo contributo alla squadra è eccezionale e Kone porta prestanza fisica e accelerazioni importanti.

I problemi più urgenti riguardano l’assetto del centrocampo e della difesa. Se Perez ritroverà il pieno controllo dei nervi, può giocare con Taider al fianco del geometrico Pazienza, ma Pulzetti resta una valida alternativa e il ritorno di Khrin potrebbe spalancare scenari nuovi. In retroguardia la coppia Antonsson-Cherubin non ha convinto del tutto. Lo svedese per dare il meglio di sè ha bisogno dell’esperienza di un veterano accanto e il ritorno di Natali è quanto mai importante.

Di certo il vero campionato del Bologna comincia domenica prossima contro il Pescara. Seguiranno le sfide con Siena e Cagliari: un trittico importante per mettere alla prova le qualità e le ambizioni di una squadra ancora tutta da scoprire.