Non è stata una svista: finalmente un tributo a Ivan Graziani
Non è stata una svista. Per fortuna. E finalmente ci sarà un occhio di riguardo a quel chitarrista – inevitabile citare uno dei suoi pezzi più famosi – dimenticato troppo in fretta. Ma Ivan Graziani non era solo un chitarrista. Troppo facile. Anche se di Fender se ne intendeva assai. Era un cantautore. E dispiace che ogni qualvolta si affronti una discussione sul cantautorato italiano il suo nome, purtroppo, finisca spesso in panchina. Non era il suo un “cantar politico”, ma affondava comunque colpi più forti, anche senza trascinare le folle nelle assemblee. E allora, a proposito di vista lunga, altro che “svista”, ci ha pensato il figlio Filippo a riportare alla memoria di chi si fosse dimenticato il padre. Prima con un tour emozionante, cui partecipava anche il fratello. Emozionante, perché si vedeva a occhio nudo quanto il ragazzo ci tenesse. E quando ricantava i pezzi forti del repertorio del padre da “Firenze” ad “Agnese”, c’era anche il caso – ed è successo a me - che venisse pure un po’ di pelle d’oca. Ivan Graziani se ne è andato quindici anni fa. E alla fine dello scorso mese è uscito un tributo. Doveroso è quanto meno l’aggettivo più azzeccato per definirlo. Filippo ha radunato una serie di artisti di quella che una volta veniva definita la scena indipendente. Certo, qualcuno avrà pure firmato qualche contratto con le major: ma dai Marlene Kuntz che rifanno una versione di “Monna Lisa” da ascoltare a tutto volume a Joe (il Giovanardi dei La Crus) che convince con una bellissima “Lugano Addio”, il risultato è riuscito. Ah, dimenticavo…. Astenersi i perditempo dall’ascolto: insomma quelli che sostengono, tanto per intendersi, che quegli altri lì, quelli che hanno rifatto le canzoni di Ivan Graziani, suonano e cantano cover perché non hanno nulla da dire. Boiata pazzesca per dirla alla Fantozzi. L’evangelizzazione musicale e la riscoperta di un cantautore come Ivan Graziani passano anche per lavori del genere. No, non è stata una svista. E abbiate comunque un occhio di riguardo non solo per i chitarristi, ma anche per i batteristi, i cantanti, i bassisti. Buon ascolto