Quando una vignetta è solo dileggio
E bravo Vauro, anche tu dall’alto della tua posizione politicamente corretta e di ultra sinistra sei incorso in una gaffe stile caserma…
Perché va bene che la satira deve essere sempre irriverente e cattiva, ma la vignetta pubblicata oggi sul Manifesto riferita al ministro Elsa Fornero che attende una telefonata dall’amministratore della Fiat Sergio Marchionne ritratta con reggiseno di pizzo e calze a rete, con due sghembe orecchie che richiamano, irridendolo, l’immaginario erotico delle conigliette di Playboy è solamente volgare, sessista e vergognosa come ha avuto modo di dire lo stesso ministro. Rincarando la dose: “Ministro squillo lo avrebbero mai detto ad un uomo? No, e allora si vergognino”.
Intendiamoci: il ministro Fornero e il governo di cui fa parte possono (debbono) essere criticati in qualsiasi momento anche per la politica industriale che portano avanti, ma ridurre tutto ad una vignetta di pessimo gusto ci pare stupido prima ancora che offensivo.
Il ministro, anche la donna ministro ovviamente, devono essere giudicati per i loro atti e le loro azioni: l’essere donna (e quindi potenzialmente prostituta) non c’entra nulla con il modo di fare politica.
E la libertà di satira (quando come in questo caso diventa dileggio) non è neanche in discussione.