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La Fiorentina e Pioli condannano il Bologna

Il Bologna capitola a Firenze secondo logica, ma la differenza di valori espressa dal campo va ben oltre l’1-0 finale per i viola di Montella. La squadra di Pioli incassa il gol fatale dopo soli sette minuti grazie a un guizzo d’opportunismo di Jovetic. Poi prova a scalare la montagna del pareggio per novanta minuti, senza mai trovare un appiglio di speranza. La sola conclusione degna di questo nome è una punizione di Diamanti da 35 metri, che Viviano smanaccia in angolo.

Per il resto la Fiorentina domina la scena grazie a una perfetta organizzazione di gioco, al presidio puntuale degli spazi, alla cattiveria espressa in ogni contrasto, alle doti di palleggio dei suoi centrocampisdti, sideralmente lontani da quelli rossoblù. Con Gilardino troppo isolato in avanti, Kone in giornata storta e Diamanti malato di protagonismo, diventa difficile spedire un pallone in avanti o innescare un’azione degna di questo nome. Anche perché gli esterni (Garics e Morleo) sono incalzati dai viola che esercitano un pressing asfissiante.

La superiorità della Fiorentina potrebbe diventare goleada nel secondo tempo, se Agliardi non rimediasse in extremis a errori suoi o dei difensori, moltiplicando slancio ed energie, a dispetto del dolore alla coscia che lo affligge. Anche la raffica di cambi della ripresa (Acquafresca per Morleo, Sorensen per l’infortunato Natali e Gabbiadini per Diamanti) non riesce ad alterare gli equilibri consoldiati della partita.

Neppure Pioli festeggia in modo degno le sue cento panchine in serie A, perché si ostina a rilanciare uno schema (il 3-4-2-1) che non sembra tagliato per il Bologna di oggi. Non è un caso che la squadra abbia fatto punti soltanto quando ha giocato con 4 difensori in linea a tre centrocampisti. Ma proprio davanti alle avvolgenti trame della Fiorentina, Pioli decide di affidarsi di nuovo ai tre centrali difensivi, lasciando a galleggiare in mezzo al campo i soli Taider e Pazienza, col risultato di cuocere i due volonterosi maratoneti a fuoco lento.

Per fortuna la benedetta sosta di campionato (per gli impegni della nazionale) permetterà a Pioli di recuperare uomini importanti come Agliardi e Natali e di ripensare le sue strategie. Fondamentale sarà recuperare un assetto a tre a centroampo con Pazienza, Taider e Guarente per garantire maggior equilibrio alla squadra. E col ritorno di Perez, dopo l’infortunio, Pioli potrebbe pensare anche a un a linea con l’uruguaiano, Pazienza e Guarente, avanzando Taider a trequartista, vista l’incapacità di Kone di interpretare le partite tatticamente più complicate. E’ un Bologna che esce molto ridimensionato dalla sfida con i viola, anche per l’elevata qualità dell’avversario. Ma un bravo artitigiano come Pioli saprà rimettere le cose a posto.