Veti inglesi
Guai a perdere d’occhio la Gran Bretagna quando si parla d’Europa, guai a dimenticare che – pure aggrappata all’amata sterlina – il paese è socio fondatore dell’Unione europea dall’alba dei tempi. E guai, dunque, a prendere sotto gamba quanto proposto dal primo ministro David Cameron parlando alla Bbc: un budget separato all’interno dell’Unione, uno per i 17 paesi dell’euro e uno per i rimanenti dieci.
Cameron ha minacciato il veto sulla richiesta di aumentare finanziamenti per il periodo dal 2014 al 2020. Lo scorso anno il premier ha utilizzato il veto per tenere la Gran Bretagna fuori dal Trattato di bilancio o Fiscal compact, pensato per risolvere la crisi dell’Eurozona. «Come vedete — ha incalzato — sono capace di dire no». E gli altri? Gli altri cosa saranno capaci di rispondere?
Secondo fonti diplomatiche citate da Agi/Reuters, l’idea di scorporrare il bilancio dell’Eurozona da quello dell’Unione, portata avanti non solo da Londra ma anche dal fronte del nord Europea, sta trovando strada. Nel corso di una cena privata — riferisce l’agenzia — tenuta la settimana scorsa a Bruxelles dagli ambasciatori di diversi paesi dell’Europa del Nord, inclusi quelli di Gran Bretagna, Finlandia, Danimarca e Olanda, i presenti rivelano di essere rimasti sorpresi dal consenso che ha incontrato la proposta.