Donne uccise dall’indifferenza. Anche dei media
Un’altra ragazza uccisa per mano di chi l’amava. Dall’inizio dell’anno la centesima vittima di un raptus omicida che trasforma giovani fino a quel momento “normali” in brutali assassini incapaci di accettare che con il tempo i rapporti possano cambiare, evolvere, modificarsi. E l’opinione pubblica che assiste impietrita, incapace di reagire…
Elleeffe, da ilgiorno.it
Dall’inizio dell’anno un panorama sconfortante e doloroso. Cambiano i nomi, l’età e le città, ma le storie hanno tutte un comun denominatore: sono gli uomini più vicini alle donne ad ucciderle. Le cronache dei giornali li segnalano come omicidi passionali, amori sbagliati conditi di gelosia. Il linguaggio sembra quasi cercare attenuanti: non si rassegnava alla fine della storia, non riusciva a essere lasciato, mentre la violenza è vissuta come una fiction o un action movie. Che la cultura debba cambiare è fin troppo evidente, ma forse è arrivato anche il momento che donne e uomini (insieme) si chiedano perché tutto questo accade. Con l’aiuto anche dei giornali che non possono continuare a considerare il femminicidio una semplice notizia da confinare nella cronaca nera.
laura.fasano@ilgiorno.net