L’astensione è una scelta. Ma inutile
Il carattere residuale del voto a Grillo fa capire quale sia la vulnerabilità del movimento. Si votano loro perché in giro non c’è di meglio, quindi vengono apprezzati elettoralmente non per la bontà delle loro idee e dei loro programmi (che nessuno conosce), ma solo per il fatto di essere contingentemente presenti oggi. Z27, da ilgiorno.it
SECONDO il lettore il rischio è quello di vedere ben presto i grillini liquefarsi al sole come sarebbe accaduto a Parma. E invita quindi a non votare per evitare di cadere dalla padella nella brace. Ma se il voto al movimento capitanato da Beppe Grillo rischia di non portare a nulla, dove porta l’astensione? La Sicilia è la prova che il partito più forte è proprio quello di chi non ha preso posizione. Ma non sarà quello a governare, bensì chi ha ottenuto la maggioranza relativa dei consensi. Su scala nazionale è probabile che la percentuale dei voti al Movimento salga ancora, creando una situazione di ingovernabilità. Salvo che i vecchi partiti non inventino strane alchimie, tentando improbabili alleanze con gli ‘odiati’ rappresentanti dell’antipolitica.