Blog Quotidiano.net

Blog Quotidiano.net

I blog degli autori di Quotidiano.net, il Resto del Carlino, La Nazione ed Il Giorno online

di

Il derby della filiera corta

IN TEMPI di crisi, è giusto risparmiare su tutto. Anche sulle trasferte degli arbitri, come succederà domenica a Perugia, dove si giocherà il derby tra la Sir Safety e l’Altotevere San Giustino. Quando ho letto che a dirigere l’incontro erano stati chiamati Simone Santi da Città di Castello e Fabrizio Saltalippi da Perugia, ho pensato: la Fipav ha voluto risparmiare su pernottamento e pasti, visto che al di sotto dei 120 chilometri non vengono rimborsati. Se non è così, sarò ben lieto di ricevere smentite, ma il punto non è questo (e se anche lo fosse, meglio una federazione virtuosa di una sprecona).

Il punto è che proprio la crisi, a mio parere, rende visibile la differenza tra chi subisce i problemi e chi li trasforma in opportunità. E allora mi piace pensare che il derby a chilometri zero di domenica sia questo, una piccola occasione per un salto culturale importante. Non ho il polso della piazza e non so dire se nei confronti di Santi e Saltalippi (che per me sono la nostra coppia migliore in attività, Santi è addirittura un arbitro della Fivb, che è come essere convocato nella All Star dei fischietti) ci siano ruggini locali di qualche tipo, o vecchi rancori. Conoscendo la natura calda degli umbri, posso supporre che qualche contestazione possa anche nascere, ovviamente a seconda del risultato perché noi italiani protestiamo solo quando perdiamo.

Eppure, far arbitrare a due fischietti ‘indigeni’ una partita calda come un derby a mio avviso è una bella idea e una chance di miglioramento per tutti, non solo per le casse della Fipav. Soprattutto se, come in questo caso, gli arbitri sono anche bravi.

Qualche anno fa ricordo un derby di calcio in serie A tra Modena e Bologna arbitrato da Pierluigi Collina. Che era già bravo, ma non ancora acclamato come il miglior fischietto del mondo. Ovviamente, a Modena prima del match ci furono levate di scudi e dubbi sulla designazione, perché tutti sapevano che pur essendo affiliato alla sezione di Viareggio, Collina aveva sempre orbitato intorno a Bologna, per esempio facendo il tifo pubblicamente per la Fortitudo basket.

Bene, sapete come andò a finire? Che dopo la partita quelli che al limite avrebbero potuto lamentarsi per qualcosina erano quelli del Bologna, perché ovviamente, come i padri allenatori sono più duri con i figli giocatori, uno con la personalità forte come Collina di sicuro non voleva essere accusato di aver favorito la sua città. E ottenne la vittoria più importante: alla fine, nessuno pensava più alla provenienza dell’arbitro, ma solo a valutarlo in base alla sua performance.