Solidarietà
Spettacolo eccezionale ieri al Cabassi di Carpi, riempito da quattromila persone che hanno voluto dare un contributo alla ristrutturazione di un centro per disabili a Carpi e la costruzione una palestra a Finale Emilia.
Ma tutta la solidarietà che si è mossa dal 20 maggio scorso è uno spettacolo incredibile e stupisce ogni giorno. Ho visto volontari andare in giro in furgone per le campagne, quando c’erano quaranta gradi all’ombra, per portare cibo e vestiti a chi dormiva nei campo spontanei. Ho visto persone, che prima del sisma si conoscevano appena, mangiare alla stessa tavola sotto una tenda e condividere il pane, la pasta e il vino. E poi ci vorrebbero troppe pagine per elencare tutte le donazioni fatte per i terremotati, e continuano ad arrivare. Nel terremoto si è addensata una nuova comunità, che prima non esisteva o era frammentata in piccoli nuclei: è come se il dramma avesse fatto da calamita attraendo la voglia di aiutare chi ha bisogno. Sono nati nuovi rapporti, nuovi modi di considerare la gente del proprio paese, sono cadute barriere in nome del <siamo tutti sulla stessa barca>. Pur nel dramma di cui si faceva tutti a meno, credo che in questa nuova comunità di terremotati ci sia molto di positivo.