Il lato oscuro della diretta
AMMAZZATO a calci e pugni, lasciato a terra agonizzante senza che nessuno facesse nulla per fermare la furia omicida di tre ventenni. Non stupisce che a Milano si uccida per affari di droga, ma continua a lasciare perplessi l’atteggiamento di chi non fa nulla per evitare il massacro. Soprattutto di quanti hanno voluto assistere all’intero spettacolo, trovando anche il tempo di riprendere la scena con il cellulare, di avvicinarsi per riprendere meglio quel corpo ridotto a manichino. Abituati alla cosiddetta tv verità, confondiamo l’una con l’altra, perdendo di vista la vita reale. Può essere ritenuto sin troppo facile parlare quando si è lontani dai luoghi dove le tragedie si consumano, ma sarebbe tempo che i singoli, tutti, nessuno escluso, prendessero coscienza dell’importanza del saper reagire alle violenze e alle ingiustizie. D’altronde è questa una delle ragioni per cui la criminalità organizzata agisce indisturbata e lo stesso si permettono di fare tre ventenni filippini. È indispensabile ritrovare coraggio e senso civico, non solo se ci si trova di fronte a esplosioni di follia violenta, ma anche quando si diventa testimoni silenziosi di piccoli quotidiani soprusi.