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Giù le mani dalla Nutella

Non diteglielo a Nanni Moretti e neppure a tutti quegli ex adolescenti (ex?) cresciuti a pane e spalmate. Dopo che gli Usa avevano scoperto qualche anno fa che la Nutella non fa bene alla salute (proprio loro che ingrassano a colpi di hamburger), ora ci si mette anche la Francia a dichiarare guerra al prodotto simbolo della Ferrero aumentando del 300 per cento il dazio sull’ingrediente, l’olio di palma, usato per realizzare la crema di cacao. “Produrre olio di palma provoca deforestazioni massicce che compromettono l’ecosistema” -  tuona addirittura il potente ministro del Budget Jerome Cahuzac e in mente ha l’inaspettato nuovo nemico pubblico francese, appunto la Nutella.
Non il camemberg, nè il foie gras ovviamente, bensì un prodotto che è il fiore all’orecchio di un’industria d’eccellenza italiana, il più globale tra i marchi tricolori di largo consumo. Un prodotto che solo in Francia nello scorso anno ha raggiunto vendite per un miliardo di euro, su un totale di sette in tutto il mondo.
E questi dati ci fanno sorgere un dubbio: non è che i cugini d’oltralpe sono mossi da un sentimento di banale invidia? Perché se è vero che nessuno medico consiglierebbe una razione di Nutella per dimagrire, è altrettanto vero che la goduria speciale, emozionante che si prova a immergersi metaforicamente in un mega barattolo è imparagonabile. E al diavolo, per una volta, i consigli dei dietologi.
E qualora fosse proibita la spalmata, statene certi: centinaia, migliaia di persone (uomini, donne giovani o meno giovani) saranno pronte a ricorrere al mercato nero o a intraprendere viaggi della speranza dove la Nutella, la nostra Nutella, sarà sempre legale.

laura.fasano@ilgiorno.net