IL PRIMO VIAGGIO. DA BOLOGNA A BEIRUT.
L’umore è alto.
Semplicemene questo per riassumere i saluti nel piazzale principale della caserma dalla quale siamo partiti, o per descrivere le ultime raccomandazioni di parenti ed amici all’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna.
Ciò che attende adesso i nostri militari è un lungo viaggio, destinazione Beirut.
La lunga fila di militari che entrano uno dietro l’altro, distinti nella loro bella divisa, sembra interrompere l’apparente stato di torpore nella grande sala d’attesa dell’aeroporto.
I primi curiosi si avvicinano per sapere a cosa è dovuta tanta presenza di militari, intorno a noi i sorrisi di un pubblico compiacente; fra questi una persona anziana che mi ferma per stringermi la mano ringraziandomi per quello che stavo facendo, per quello che ai suoi occhi stavo rappresentando, senza chiedere, senza sapere quale potesse essere il mio ruolo in questo grande sistema, ma semplicemente perché stavo là con la mia divisa e la mia dignità di soldato.
Beirut la riconosci anche dall’alto, il fascino della capitale mediterranea con un accento mediorientale. Dall’aeroporto ci trasferiamo al porto. Il viaggio proseguirá in mare a distanza dalle coste libanesi. Il fascino delle mille e una notte colpisce anche l’osservatore meno sensibile.
Dopo circa 7 ore di navigazione è alba; l’alba di un nuovo giorno che ci ha sorpreso in navigazione ormai al porticciolo di Naqoura. Qui si trova la sede di UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), la base ove risiede il comando della missione, l’avamposto in Libano del palazzo di vetro con sede a New York.
La fatica si fa sentire, ma composti ed ordinati ciascuno raccoglie il proprio zaino e prosegue il viaggio verso l’ultima destinazione, la base in cui abiteremo nei prossimi mesi.
È Shama la destinazione del generale Bettelli, tredicesimo comandante della missione Italiana in Libano, denominata “Leonte”, dal nome tradotto del locale fiume Litani.
La stanchezza è tanta ma il morale rimane alto quando i colleghi di servizio ci aprono il cancello e ci appare la scritta “Benvenuti alla base Millevoi”.