Il gioco delle targhe
UNA VOLTA, quando si viaggiava in famiglia, si faceva il gioco delle targhe: indovinare dalla sigla di quale provincia fosse l’auto che ci precedeva. E ne capitavano di strane (come Kr, ovvero Crotone, alla greca), di buffe (Ao per Aosta), di quelle che prima o poi si memorizzava il trabocchetto (Fc che sta per Forlì e Cesena) e la seconda volta non ci cascavi. Ma al giorno d’oggi ci sono solo numeri e lettere alla rinfusa, per cui anche questo ricreativo gioco, utile per rinfrescare la geografia del Paese, è fissato solo nella memoria di chi ha 50 anni o giù di lì. A ben pensare le sigle delle province sono oramai scomparse anche dalla scrittura: cartoline e lettere se ne imbucano sempre meno e non c’è quindi da stupirsi se c’è chi non sa se Bo sta per Bologna o per Bolzano (meglio la prima…). Quindi, un po’ per gioco e un po’ per provocare, verrebbe da chiedersi se non sarebbe stato davvero il caso di eliminare le Province tutte quante e non solo alcune. Anche perché questa storia del campanile non vale mica per le Province, delle quali alla gente interessa ben poco, se non quando vengono spenti i termosifoni delle scuole.