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Vale, la Yamaha e quelle strane sensazioni

Valentino è risalito su una Yamaha. Notiziona (soprattutto fotografica, visto che l’annuncio era ormai noto da tempo). La Ducati ha voltato pagina. Altra notiziona. Ha voltato pagina, dicevamo, e non solo perché al posto di Rossi è arrivato Dovizioso. Team e squadra corse cambieranno volto e questo, dopo gli anni dedicati a Vale, ha il sapore della sconfitta. Ma tant’è.

A fare notizia però, questa volta (a differenza di due anni fa quando Rossi abbracciò la Rossa), è stato l’impatto mediatico assolutamente meno assordante con cui è stata accompagnata la (nuova) rinascita di Valentino. Una sorta di effetto-ovatta, comunque comprensibile.

Ok, sembrano essersi messi d’accordo tutti i media: lo strappo-Ducati e il matrimonio-Yamaha dovrebbero rilanciare il Rossi da battaglia svanito nelle ultime due stagioni, ma nonostante il ritorno, le mille sfide, la voglia di rivincita, Valentino rimane un campione da ritrovare. E questo è un rischio. Nessuno al momento gli chiederà di tornare il numero uno, ma tutti lo faranno molto presto e questa pressione potrebbe rivelarsi pericolosa.

Anche perché, Lorenzo è lì, da fresco campione del Mondo, pronto a continuare la sua striscia di trionfi. Come dire: caro Valentino, sei tornato a casa Yamaha, ma il migliore sarò ancora io.

E’ uno strano mix di sensazioni (e di dubbi) quello che si è vissuto nei giorni di Valencia. Riflettete gente, riflettete.