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Il Bologna sul fondo spinto dall’arbitro Celi

Nona sconfitta, la sesta in trasferta, e il Bologna piomba sul fondo della classifica. La maledizione dell’1-0 si ripete anche sul campo di Marassi contro la Samp. Ma questa volta più dei demeriti rossoblù pesano gli errori arbitrali. Celi fischia con severità inusitata, quando Morleo stende Icardi a metà campo e decreta l’espulsione immediata del difensore rossoblù. Il fallo in realtà è da cartellino giallo, perché resta da dimostrare che quella sia una chiara occasione da gol, visto che la palla che viaggia a 50 metri dalla porta. Eppure Celi non ha dubbi: fuori Morleo dopo soli cinque minuti di gara e il Bologna condannato a lottare in dieci contro la foga della Samp. Lo stesso arbitro, con identica fermezza, ignora un fallo di mano di Rossini in area sampdoriana quando scorrono i minuti di recupero. E’ un’ interpretazione che pesa in modo decisivo sul risultato, consegnando alla Samp una vittoria non proprio meritata sul campo.

Perchè il Bologna di Pioli, costretto a interpretare un 4-4-1 d’emergenza, dà vita a una gara accorta, piena di equilibrio, di rabbia agonistica, di applicazione al compito tattico. Per tutto il primo tempo la porta rossoblù non corre pericoli, se si eccettua una smanacciata acrobatica di Agliardi prima del sipario. Motta arretra sulla linea dei difensori e Gabbiadini fa il terzino sinistro aggiunto per dar manforte alla difesa, con un dispendio energetico altissimo.

Nella ripresa l’innesto di un secondo attaccante, Eder, accanto a Icardi, aumenta la pressione blucerchiata e il Bologna si ritrova troppo schiacciato. Agliardi compie due mezzi miracoli su colpi di testa di Gastaldello ed Eder, poi deve inchinarsi a una combinazione stretta fra Poli e lo stesso Eder, con Motta incapace di chiudere sul trequartista italiano che infila la porta. Con Kone al posto di Gabbiadini, Pazienza per lo stanchissimo Perez e Pasquato in luogo di Guarente, il Bologna prova a risalire la china e sfiora due volte il pareggio, prima con un destro di Kone e poi con una conclusione di Pasquato. Fino al citato mani in area che Celi ignora colpevolmente.

Il Bologna lascia Genova con un’amarezza doppia ma anche con la consapevolezza che questa squadra non mollerà, che lotterà fino all’utlimo per allontanarsi dalla zona della paura. Non sempre girerà male, non sempre ci sarà un Celi sulla strada del Bologna. La difesa, quando recupererà Garics, sembra aver conquistato sicurezza ed equilibrio, grazie soprattutto alla solidità di Sorensen. Gli attaccanti sono pronti a cantare e portare la croce. Ma contro Atalanta e Lazio (le due gare casalinghe che attendono il Bologna) Pioli deve avere il coraggio di schierare contemporaneamente Perez, Taider e Khrin, altrimenti la sua squadra non riuscirà mai a decollare. E l’attacco dellel stelle girerà a vuoto.