Donne e lavoro: perché in Italia è più difficile
Ha scelto il salotto di Porta a porta il ministro del Lavoro Elsa Fornero per dire una banalità: «Essere donna in Italia è motivo di differenziazione, è un ostacolo oggettivo». Bene, detto che non avevamo bisogno di saperlo da lei, mi pare più interessante domandarle: «Quest’anno grazie al governo Monti che cosa è cambiato?».
Giovanni Vicari, da ilgiorno.it
Sarebbe troppo facile rispondere poco o nulla perché il nostro Paese scivola sempre più dietro nelle graduatorie internazionali, tanto è vero che il Global gender gap 2012 del World Economic forum ci segnala all’ottantesimo posto su 135 Paesi, con nazioni come il Ghana e il Bangladesh che in queste speciali classifiche si piazzano prima. Il tasso di occupazione femminile è a livelli vergognosi, una quindicina di punti sotto la media europea, per non parlare della partecipazione delle donne ai vertici delle imprese dove stabilmente occupano gli ultimi posti disponibili. Di fronte a questa situazione sarebbe stata miracolosa un’inversione di tendenza, dobbiamo augurarci di riuscire a frenare la discesa. E di questi tempi sarebbe già un bel vedere…