Il nuovo re dei bastioni
MILANO ha un nuovo re, anche se accerchiato. Nelle primarie del centrosinistra Bersani vince ovunque, ma non entro i Bastioni, nel cuore storico della città. Matteo Renzi conquista l’area C, l’ex roccaforte della Moratti, espugnata solo dal sindaco Pisapia alle ultime amministrative. E se questo accade nella metropoli laboratorio della politica italiana, dove si anticipano le tendenze in evoluzione, qualcosa deve pur significare. Il sindaco di Firenze piace all’elettorato del centrodestra.
È LA PRIMA volta che questo accade. Lo stesso Romano Prodi, la cui provenienza non era certo ortodossa rispetto alla linea dell’ex Pci, Pds, Ds, oggi Pd, non aveva mai scaldato i cuori di chi nella vita ha appoggiato almeno una volta nella propria vita il Cavaliere. Renzi invece ha incredibilmente convinto quanti sentono che il vecchio leader del Pdl sta per farsi da parte o che comunque sia avviato a un rapido declino. Delusi dalle solite alchimie, dalle parti del Duomo e del quadrilatero della moda, iniziano a pensare che il nuovo che avanza sia proprio il rottamatore. Non tanto, o forse non solo, per contrastare l’ascesa al potere dell’uomo dell’ingranaggio, il leader emiliano troppo rosso nell’anima per poter piacere, ma perché l’uomo dalla parola più veloce del pensiero li ha convinti. Da qui ad arrivare al voto primaverile comunque ne passa e allora tanto vale scommettere. Alle primarie non costa nulla.
Domenica si torna a votare e a Milano si gioca un’altra partita che può essere un termometro importante per definire gli assetti futuri del Paese. Come si schiereranno i fedelissimi di Vendola, gli stessi che hanno reso possibile a Pisapia di diventare sindaco? La loro percentuale di voti sarà decisiva. Come è già accaduto in un recente passato: ne sa qualcosa Boeri, candidato del Pd per contrastare l’ex sindaco Moratti, battuto a sorpresa proprio da Pisapia. Due fattori che il centrosinistra da domenica prossima non potrà più ignorare. Oltre a dover fare i conti con il rientro, forse solo temporaneo, dell’onorevole assessore Tabacci, che non ha scaldato i cuori, ma che da navigato politico aveva visto giusto: queste primarie anche in Lombardia hanno riportato la politica al centro dell’attenzione. La conferma che la cosiddetta antipolitica è solo un’invenzione dei partiti in declino.
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