Gabbiadini-gol rilancia il Bologna dei giovani
Due gol all’Atalanta, la terza vittoria in casa e una bella sterzata alla classifica. In una domenica che congela le ossa il Bologna trova un successo che vale oro puro. Il sigillo lo mettono i giovani, in primo piano Manolo Gabbiadini, autore del gol del 2-1 che decide la gara. Tocca proprio a lui, ex atalantino, castigare la squadra bergamasca nel suo momento migliore. Raggiunto il pareggio con il solito micidiale Denis, Colantuono prova a rovesciare la partita e invece il Bologna trova il gol da tre punti. Cross di Perez dalla destra, testa di Abero, appena entrato al posto di Guarente, e girata al volo di Gabbiadini sul lato sinistro dell’area piccola.
Non esulta l’attaccante di Pioli, ma il pubbico lo elegge uomo della partita e non solo per il gol pesantissimo segnato all’Atalanta. E’ proprio Gabbiadini la spina nel fianco della difesa nerazzurra. Un palo e una parata magica di Consigli gli negano il gol nel primo tempo ma lui si segnala per una partita a tutto campo, generosissima, che lo porta a salvare su Peluso in posizione di stopper o a raccattare palla a centrocampo come un oscuro gregario. Accanto a Gabbiadini positivi segnali di tutta l’onda verde del Bologna: stupisce per forza e autorevolezza Sorensen, entra con slancio Abero, ci prova Pasquato, sfiorando il tris nei minuti finali. E il bravo Khrin, ancora una volta colpevolmente ignorato per il suo ruolo naturale di regista, si sacrifica a fare il centrale difensivo quando Sorensen deve lasciare per infortunio.
La sfida con l’Atalanta dice una volta di più a Pioli che deve fidarsi delle qualità dei giovani, dell’entusiasmo, della loro voglia di arrivare. E’ vero che il match lo sblocca una punizione dai 35 metri di Diamanti deviata dalla difesa, ma senza il carattere e il cuore dei suoi giovani la partita poteva avere un’altro corso. Tra i veterani giganteggiano Perez, scudo antiatomico davanti alla difesa, e Antonsson, principe della sua area. Diamanti si spreme con lodevole generosità, Gialrdino lotta con il solito impeto. E il giovane già maturo, Taider, costruisce la solita partita di totale sacrificio. E’ un Bologna in crescita, più solido, più sicuro di sè, ma ancora alla ricerca del filo di un gioco che non arriva. Potrebbe cucirlo Khrin, ma Pioli gli preferisce il lottatore Guarente. Ma con una classifica meno drammatica anche il tecnico rossoblù avrà tempo per rivedere le sue scelte.