“Licenziato perché sono gay”
PREMESSA: la storia che segue è tutta da dimostrare. E non sarà facile: prevedo un lavoro abbastanza complicato per chi dovrà pronunciarsi sulle accuse lanciate da un allenatore americano, che sostiene di essere stato licenziato perché è omosessuale. Di sicuro, la vicenda di James Finley, ormai ex allenatore della squadra femminile della Virginia Commonwealth University, dividerà le coscienze. Che negli Stati Uniti, soprattutto quando si parla di sport per giovani, sono sempre molto attente.
IL SITO della Espn riporta la notizia e le voci di tutte le parti in causa. James Finley ha allenato la VCU nelle ultime otto stagioni, mettendo insieme un ruolino personale di 151 partite vinte e 116 perse. L’ultima stagione è stata la migliore, con 25 vittorie e 6 sconfitte, l’ultima delle quali però gli è stata fatale. O meglio: è stato il 19 novembre scorso, il giorno dopo aver perso contro i Rams nella semifinale della decima divisione Atlantic che il responsabile del programma sportivo dell’università, Ed McLaughlin, gli ha detto che era licenziato.
Finley sostiene che la causa sia il suo orientamento sessuale, anche se nessuno ovviamente gliel’ha detta in questo modo. Una portavoce dell’ateneo, Pamela D. Lepley, ha detto che è stata aperta un’indagine interna che dovrà essere completata entro 45 giorni. Se non sarà reintegrato, Finley ha già detto che prenderà in considerazione l’ipotesi di adire le vie legali. McLaughlin e il suo aiutante esecutivo Cupps avrebbero dato a Finley la disponibilità a scrivere lettere di raccomandazione, motivando la decisione del licenziamento con la scelta di cambiare i programmi sportivi. Per Finley le cose sono precipitate da quando nello scorso agosto McLaughlin ha assunto l’incarico di direttore atletico. “Da allora mi sono sentito isolato, non più una parte della cosa che amo fare”, racconta Finley, aggiungendo che il suo nuovo capo lo ha sempre evitato, cambiando strada quando lui provava ad attaccare discorso. “Mi ha detto che non rappresento bene l’università. L’unica conclusione che posso trarre è che non vuole che un gay sia parte del suo programma atletico. Ne ho parlato con mio marito, non posso accettare di andarmene così”. Finley, 52 anni, si è sposato oltre due anni fa. Al suo matrimonio erano presenti molti rappresentanti dell’università.
McLaughlin nega: “Sono venuto alla VCU per il modo in cui accoglie la diversità e stimola una comunità dove le differenze sono rispettate e valorizzate. E’ un peccato che mr. Finley pensi che la decisione di non rinnovare il suo contratto sia basata su qualcosa di diverso da decisioni prese in precedenza sul programma della pallavolo”. Finley non ci sta: “Quando hai combattuto la discriminazione per tutta la vita, ti abitui a messaggi in codice come ‘nuova direzione’, ‘vogliamo qualcuno che ci rappresenti bene’. In altre parole, ti dicono che non vogliono essere rappresentati da un gay. Vorresti sempre essere giudicato sulla base del tuo lavoro, non della persona che ami”.