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Doppio zero con la Lazio ma il Bologna è pronto al salto di qualità

Dentro il doppio zero di Bologna-Lazio si può leggere un futuro migliore per la squadra di Pioli. Un solo punto in classifica non è bilancio esaltante per una gara che i rossoblù potevano far loro nella ripresa. Ma un’analisi più attenta della partita dice che senza due fondamentali parate di Agliardi la squadra di Petkovic poteva spiccare il volo. E invece non lo ha fatto. Merito di un Bologna tostissimo sul piano del carattere, capace di presidiare il campo con puntualità, di esibire un pressing a tratti furente e di candidarsi, alla distanza, a un clamoroso successo. Le occasioni capitate a Gilardino e Pasquato (altro baby senza complessi) sono la testimonianza che il Bologna ha sovvertito anche la legge che lo vuole morbido e sulle gambe nei minuti finali.

La sensazione che la squadra stia crescendo nella tensione agonistica, negli equilibri di gioco e nella sicurezza è puntualmente confermata dalla sfida con la Lazio. E alcuni punti fermi offrono motivi di riflessione importante a Pioli. Il primo è la crescita dell’onda verde, con Sorensen impressionante per forza e sicurezza al centro della difesa, Cherubin impeccabile nel controllo di Candreva, Taider protagonista a tutto campo e Krhin finalmente restituito al suo ruolo naturale di regista. Neppure l’uscita anzitempo di Perez per infortunio ha tolto sicurezza al Bologna, anzi lo sloveno ha avanzato il suo raggio d’azione con profitto per tutta la squadra. Il secondo rilievo importante è la disponibilità al sacrificio totale dell’intera squadra, fuoriclasse compresi. Diamanti che si danna per novanta minuti da esterno sinistro e Gilardino che lotta contro i mulini a vento, sfiorando il colpo fatale, sono la conferma che anche gli assi sono disposti a cantare e portare la croce.

Restano alcuni problemi sui quali Pioli dovrà lavorare: la velocità degli esterni, fondamentale per offrire cross dalle fasce a Gilardino, e l’integrazione completa di Gabiadini, assente per squalifica contro la Lazio, che riprenderà il suo posto a Napoli. La mente corre alla sfida con Cavani e la sua banda e ai pericoli che il Bologna correrà sotto il Vesuvio. Considerando che il Napoli è abituato ad attaccare e a fare la partita, i rossoblù, da buoni incontristi, potrebbero trovarsi a loro agio. In difesa mancherà Sorensen (squalificato) e Portanova dovrebbe far coppia con Antonsson (o Cherubin), con Motta e Morleo sui lati in una linea a quattro. Imprescindibile sembra il terzetto finalmente composto da Perez, Krhin e Taider, con Diamanti rifinitore dietro Gabbiadini e Gilardino. E’ un Bologna dai tratti marcantamente offensivi ma se gli interpreti saranno all’altezza del compito e pronti al sacrificio tattico, può uscirne una prestazione importante. Se il Bologna vuole fare il salto di qualità, questo è il momento giusto.