Il quadro astratto di Silvio Berlusconi
Matteo Renzi è un ricordo ormai sbiadito, le primarie del Pd sembrano risalire ad epoca antica, la coppia Bersani-Vendola si presenta come un retaggio del passato. Beppe Grillo? Un comico in difficoltà. No, non si può dire che Silvio Berlusconi non sia riuscito a riconquistare il centro della scena politica. A quale prezzo e con quale fine resta però ancora un mistero. La conferenza stampa di ieri è stato un capolavoro di equilibrismo, un quadro astratto in cui ciascuno può vedere quel che vuole. Di sicuro ha cambiato registro: dall’arditismo del «me ne frego», al moroteismo delle «convergenze parallele». Non più sprezzante, ma accomodante. Non più aggressivo, ma diplomatico. E’ come se ieri il Cavaliere avesse voluto provare a riassemblare i cocci rotti nei giorni precedenti. E’ come se fosse stato colto di sorpresa dalle reazioni alle sue ultime uscite politiche. Tutte prevedibili, in verità: la rappresaglia dei mercati, il disprezzo dei partner europei, l’imbarazzo del Ppe, il dileggio della stampa internazionale, l’improvviso j’accuse del Vaticano e persino di Cl, l’ostilità americana, la fronda dei pidiellini di osservanza montiana, il voltafaccia della Lega. Soprattutto il voltafaccia della Lega. «Il problema sei tu, non il Pdl», gli ha detto Maroni, forte di un sondaggio che dà il Carroccio ‘antiberlusconiano’ al 10%. E’ chiaro che l’ex premier non sa che pesci prendere: si tiene dunque aperte tutte le porte e lancia la palla in tribuna per guadagnare tempo. Ma l’impressione è che nessuno lo prenda più sul serio, anche tra coloro che nel Pdl gli stanno addosso nella speranza si succhiargli un po’ di futuro. Non resta dunque che crogiolarsi nella suggestione che traspariva ieri dalle sue parole. Un sogno, quasi. Il sogno di un Federatore. Una personalità nuova alla politica in grado di mettere ordine nel caos, completando quell’evoluzione tra Prima e Seconda repubblica che mai fu compiuta: una sinistra socialdemocratica a ‘vocazione maggioritaria’ contrapposta ad un centrodestra saldamente inserito nel solco del Ppe. Ad oggi, solo Monti o Montezemolo potrebbero in teoria assolvere a questo ruolo. Ma se la pretesa di Berlusconi è che anche la Lega si unisca al gruppo, stiamo parlando di nulla. O meglio: stiamo ancora parlando della trattativa tra Berlusconi e Maroni, che forse era il vero pensiero del Cavaliere quando ieri ha incontrato la stampa.