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Pistorius, nulla è impossibile: corre più veloce di un cavallo

La campagna si chiama: “Definitely Able, Run Like the Wind”. “Assolutamente capace, correre come il vento”.
E, se il Figlio del Vento per antonomasia, una volta era Carl Lewis, non ci sono dubbi che Oscar Pistorius sia nella sua scia.

Lo straordinario atleta sudafricano che corre con protesi in carbonio ed è stato il primo paralimpico nella storia a partecipare ai Giochi Olimpici, ha battuto un purosangue arabo, vincendo la sfida appositamente organizzata a Doha, in Qatar.

Oscar, cui è stato concesso un vantaggio iniziale di 15 metri, si è imposto con disinvoltura nella corsa con Maserati, nomen omen, lo splendido cavallo suo rivale in una competizione che ha entusiasmato gli ospiti arabi perchè, ancora una volta, ha esaltato le doti del ragazzo che in Sudafrica chiamavano “the fastest thing on no legs” (la cosa più veloce su nessuna gamba) e “Blade Runner”.

Nato con una grave malformazione, a causa della quale gli vennero amputate le gambe quando aveva soltanto undici mesi, Pistorius è un uomo che ha insegnato al mondo che cosa significhi avere coraggio. Rugby e pallanuoto sono stati gli sport che ha praticato prima dell’atletica, dove ha raggiunto risultati strabilianti.

Ha dichiarato lo sceicco Saoud Abdulraham al-Thani, segretario generale del Comitato Olimpico del Qatar: “Con il durissimo lavoro che ha esaltato il suo eccezionale talento, le sue capacità e le sue abilità, Pistorius ha ispirato un’intera generazione, grazie alle sue performaces di altissimo livello e al suo comportamento che costituisce un esempio per tutti noi”.
Parole sante.

Xavier Jacobelli