La Lux di Brian Eno. Eterea o spenta?
Sì, lo so che qualcuno se la prenderà. E magari avrà ragione, sarò io che non ho capito nulla. Ma non posso fare a meno di dirlo: ho comprato ‘Lux’, il nuovo album di Brian Eno, e lo trovo assolutamente senza senso. I maligni mi diranno, è ambient music, che ti aspettavi? Mah, mi aspettavo un disco di musica, invece qui la musica non c’è. Ho speso 20 euro per una cascata di silenzio ornata da perline di tocchi alle tastiere in qua e in là. Ripeto, può darsi non abbia capito nulla io. Può darsi che sia un disco da ascoltare nel silenzio più puro, ma per ora non mi prende: non c’è un filo rosso, non vedo un percorso. L’armonia è sconosciuta. Più che un disco pare uno sfizio, un giochino. Una presa in giro? Non so. I critici parlavano di capolavoro, quindi può darsi che il vostro ammuffito blogger non abbia compreso nulla, o può darsi che lo snobbismo di chi scrive di musica abbia premiato un album talmente etereo da sembrare inconsistente.