Monti 2.0
Il presidente Monti, nella conferenza stampa, ha chiuso l’agenda e ha scritto un programma di un nuovo governo. Non legato ai compromessi della strana maggioranza. Che sia lui o meno a guidare quel governo dipende in minima parte da lui e tutto dagli italiani che andranno a votare. Tra le molte cose dette, le stoccate e i mea culpa, colpiscono due aspetti. Il primo: l invito a fare piu figli e il modo di legare i temi della famiglia al benessere del paese. E’ un tema cruciale nel paese dove di famiglia ci si riempe la bocca tanto quanto non si realizza, per esempio, il quoziente familiare. Il secondo: la previsione che un governo che non rispetti gli impegni europei e non vada avanti con le riforme non possa sopravvivere piu’ di un anno. Da meditare.
Monti ha citato due volte De Gasperi, la prima per un parallelo: quello tra il dopoguerra e lo scorso anno. Quella frase del vecchio statista: tutto mi e contro tranne la vostra cortesia. La seconda volta per ricordarne una frase storica: lo statista guarda alle prossime generazioni. Monti ha detto che non si schiera, ma, in buona sostanza, che e’ pronto a fare la sua parte se gli verra’ chiesto. Ha graffiato duramente il Pdl, da Alfano a Berlusconi, risparmiato di piu il Pd e meno la Cgil. La parola d ordine sembra essere: questi sono i miei contenuti, chi li vuole utilizzare lo faccia, io non potro che appoggiarlo. Monti 2.0 o wikimonti? Certo e’ che e’ pronto a tornare a Palazzo Chigi. Se e come e lo diranno le forze politiche e, soprattutto, gli italiani il 24 e 25 febbraio