Voto, Europa assente
Paradossi (ma non troppo) da campagna elettorale: dopo un anno trascorso aggrappati all’Europa e totalmente condizionati nelle scelte dalla politica europea, nessuno parla d’Europa se non per appelli generici. Persino Monti, il più europeista dei leader in campo, in fondo si limita a un titolo e a una prospettiva. Intendiamoci, le ricette imposte riguardano una cura che avremmo dovuto seguire da tempo in modo autonomo, anche con misure diverse da quelle prese dal governo tecnico. E poi, oltre a essere normale guardarsi l’ombelico in campagna elettorale, non è che il tema sia entusiasmante. Non lo è almeno quanto è destinato a pesare sul presente e sul futuro. Aldilà degli endorsment, gli appoggi mondiali al professore, non sarebbe male se un po’ di candidati entrassero nel merito di qualche contenuto extra italiano. Risposte a domande tipo: Stati Uniti d’Europa sì o no? E, se sì, come? Pareggio di bilancio sì o no? Riforma istituzionale e maggiori poteri al Parlamento sì o no? E ancora, una volta per tutte, euro sì o no? Insomma, anche se è normale guardarsi in casa e chiudere la porta, difficilmente il mondo complicato e interconnesso in cui tutti viviamo, ci arriva addosso. Ripartizione e utilizzo dei fondi europei da rivedere? Grandi infrastrutture (a cominciare dalla Tav) da realizzare o da abbandonare? Eurobond contro la speculazione, piacciono o no?
Politiche fiscali per attrarre gli investimenti, si possono fare o no?
Rivedere la tassazione delle multinazionali, siete d’accordo o no?
Eccetera, eccetera…
Vogliamo occuparcene, comunque la si pensi?
Forse sarebbe opportuno, anche perché tra un anno si vota in Germania e c’è da scommetterci che a Berlino e dintorni la politica europea dei tedeschi sarà una parte importante della loro campagna elettorale. E di certo non con toni sempre gentili nei confronti del Sud Europa (dove è geograficamente collocata l’Italia).
Ps.: chi segue il blog da un po’ di tempo sa che come risponderei alle domande di cui sopra. Il senso del pezzo – per chiarezza – è semplicemente chiedere alla politica di esprimersi su temi europei concreti e non solo per slogan