Coppi, quell’uomo solo al comando
« Un uomo solo è al comando; la sua maglia è biancoceleste; il suo nome è Fausto Coppi »
(Mario Ferretti, radiocronaca della Cuneo-Pinerolo, terz’ultima tappa del Giro d’Italia del 1949.
Sono trascorsi cinquantatrè anni da quel 2 gennaio 1960. L’Airone vola sempre nel Mito.
FAUSTO COPPI
La vita è un battito d’ali,
che volteggia sulla scia di un sogno.
Un cieco vide le tue vittorie,*
toccò il tuo corpo:
le tue mani divennero manubrio,
i tuoi piedi pedali,
le tue gambe stantuffi
ed iniziasti a volare.
Discepolo del vento,
ciclista solitario
con l’anima iridata,
vincente oltre l’impossibile..
Rotaie torinesi color morte,
Coppi senza Coppi,**
correre per esistere,
superare per raggiungersi,
l’infinito bianco celeste.
Dama bianca in scacchiera di sofferenza,
caimani e legulei divorano la tua vita,
scimitarre d’ipocrisia,
tappe tormentate.
Un nuovo Fausto nasce,
la corsa verso la fine,
l’Africa uccide il tuo presente…
… e noi siamo qui,
uomini soli mai al comando,
a macinare ricordi in salita,
ascoltando il tuo battito d’ali
nella gloria immortale.
Ermanno Eandi
www.eandiermanno.it