Blog Quotidiano.net

Blog Quotidiano.net

I blog degli autori di Quotidiano.net, il Resto del Carlino, La Nazione ed Il Giorno online

di

La mia Italia giovane e bella

Dal Qs-Il Resto del Carlino in edicola oggi.

NELLA CAMPAGNA di Torre San Tommaso, frazione di Urbino, i cellulari prendono male. Ma a Marco Mencarelli, nuovo ct della nazionale femminile di volley, la cosa non dispiace poi tanto. Dal suo predecessore Massimo Barbolini ha preso la calma e l’aplomb di chi tiene sempre i piedi per terra: «Si figuri che in tutto il paese saremo poche centinaia di persone, e forse giusto i miei vicini sanno che sono diventato l’allenatore della nazionale», si schermisce questo orvietano di quasi 50 anni (li farà il prossimo 23 febbraio), trapiantato da venti sulle colline urbinati per amore di Simona, che gli ha dato due figli.

L’IMMAGINE dell’uomo che preferisce un’operosità contadina alla mondanità delle città rispecchia il percorso di un allenatore che per anni ha coltivato virgulti azzurri, vincendo tre europei e un mondiale con la juniores, ed era il vice di Bonitta quando le azzurre vinsero l’oro mondiale nel 2002.
Mencarelli, è più felice o preoccupato?
«Beh, venire dopo due ct che hanno vinto tantissimo non è facile, ma io ho un progetto nel quale credo e anche se sono il primo a dare importanza ai risultati, penso che il mio compito vada oltre la durata del mio mandato».
Pensa già al futuro? Le vittorie ottenute con le giovanili direbbero piuttosto che lei si sia preparato il presente.
«In effetti, se penso alle giocatrici che posso convocare nella nazionale maggiore, ce ne sono poche
non abbia conosciuto direttamente o allenato negli anni passati».
Sarà capace anche di allenare delle prime donne?
«E’ un dubbio lecito, di sicuro la gestione di giocatrici già fatte e affermate imporrà un atteggiamento diverso, che in parte come vice di Bonitta e Barbolini ho già condiviso. Però certe cose come la coerenza, il metodo e il rispetto non cambiano. Io ne avrò, di rispetto, per chi ha dato e può dare tanto ancora all’Italia».
Quindi ci sarà ancora spazio per le varie Lo Bianco, Gioli, Piccinini e Costagrande.
«Non ho ancora parlato con nessuna di queste giocatrici, quindi mi sembra corretto non anticipare nulla fino a quando non lo faccio. Mi riprometto di farlo nelle prossime settimane».
Promuoverà molte delle giovani con cui ha vinto tanto.
«Ci sono ragazze che stanno facendo cose molto buone, come la Diouf, la Chirichella, la Camera, la stessa Caterina Bosetti che ormai viene considerata una veterana, ma in fondo ha 18 anni. Il livello del campionato è in calo sul piano tecnico, ma non dal punto di vista agonistico, e questa è la cosa più importante per ragazze che devono fare soprattutto esperienza. Sulla tecnica potremo lavorare in estate».
Mencarelli, dopo il fallimento olimpico si è scoperto che la squadra era una polveriera.
«Se si riferisce a certe critiche della Piccinini, anche se io alle Olimpiadi non c’ero posso dire che hanno sicuramente spiazzato tutti. Francesca è una delle giocatrici con cui parlerò, sentirò quale sarà la sua disponibilità».
Il 2013 sarà un anno di transizione, o dovrà fare risultato?
«L’idea inizialmente era quella, lasciare a riposo le big e permettere alle giovani di fare esperienza. Ma non tutte le giocatrici stanno bene se riposano. Vedremo».