Il grande Bologna di San Siro tradito da Agliardi
Dispiace dirlo, ma il Bologna vede sfumare il traguardo della semifinale di Coppa Italia per colpa del suo portiere. Non sono mai stato fra gli arrabbiati che condannano Agliardi a prescindere o che ne fanno il capro espiatorio di ogni sconfitta rossoblù. Ma questa volta il portiere di Pioli l’ha fatta davvero grossa. Al minuto 119, sull’ultima azione di una partita destinata a risolversi ai calci di rigore, dopo l’eccezionale rimonta firmata Diamanti e Gabbiadini, Agliardi ha pensato bene di abbozzare l’uscita e poi di rimangiarsi l’intenzione, quando si è accorto che la parabola del calcio d’angolo era troppo lontana dalle sue braccia. Retrocendendo, ha trovato l’ostacolo del corpo di Cambiasso che gli ha impedito di recuperare la posizione. E così è rimasto chino e impotente, impossibilitato a rialzarsi mentre Ranocchia colpiva di testa a parabola, rendendo inutile anche il disperato tentativo di Portanova.
Nessuno condanna sommaria di Agliardi, ma il quarto di finale di Coppa Italia con l’Inter riafferma la necessità di avere un portiere più affidabile del numero uno rossoblù. Bravo e reattivo fra i pali, Agliardi ha nelle usicte un tallone d’ Achille troppo vulnerabile per non esporlo ad altre situazioni critiche. Se la pista che conduce a Viviano è ancora aperta, il Bologna farà bene a batterla in fretta, per riportare in rossoblù il portiere che proprio qui trovò la sua consacrazione.
Smaltita la rabbia e il rammarico per una sconfitta che brucia, il Bologna può annotare progressi davvero confortanti. A pieno organico, e col trio Perez-Diamanti-Gabbiadini in grande spolvero, la squadra cambia faccia e diventa pericolosa per qualunque avversario. Gilardino sta ritrovando la forma migliore e solo una grande parata di Handanovic gli ha negato il gol. A centrocampo si è rivisto anche un Pazienza finalmente efficace e reattivo, anche nelle coperture e nei contrasti. Resta l’ostinazione di Pioli a schierare la difesa a tre, che ancora una volta è stata puntualemnte bocciata. Quando il tecnico ha escluso Antonsson per ridisegnare la squadra con una linea a quattro, con Motta e Morleo a guardia delle fasce, le cose sono andate decisamente meglio.
Adesso, con la stanchezza dei 120 minuti di Coppa Italia nelle gambe e la delusione per la sconfitta, il Bologna si appresta a tornare a San Siro per affrontare il Milan. Ma se il recupero fisico e psicologico sarà buono, questa volta il Meazza potrebbe far sorridere i rossoblù.