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Pazzini punisce il Bologna e Pioli lo aiuta

Niente da fare. A San Siro contro il Milan si rivede il solito Bologna da trasferta, quello che una volta incassato il gol non riesce più a risalire la china. Le vistose eccezioni di Roma e Napoli restano tali. Al Milan basta un secondo tempo più intenso e fortunato per mettere sotto la squadra di Pioli grazie a una doppietta di Pazzini. Dopo la tripletta dell’andata il bomber rossonero si ripete, sfruttando un rimpallo favorevole su Antonsson. E poco dopo, con un colpo di bacchetta magica in area, supera in sombrero Portanova per spedire la palla del 2-0 dietro le spalle di un Agliardi che ha saputo smaltire in fretta l’erroraccio di Coppa Italia.
Il Bologna annota la buona volontà di sempre e quello spirito guerriero che gli consente di rinnovare la speranza in extremis. Ma dopo l’autogol di Mexes , propiziato da una manovra Gabbiadini-Pasquato, non c’è modo di risalire la china. E così fanno dodici sconfitte, nove in campo esterno con 29 dei 38 gol incassati nella ripresa, quando è troppo tardi per rimediare.
E’ un Bologna che fa discutere soprattutto per la rituale incapacità a costruire gioco. Se si esclude l’azione dell’autogol, la squadra di Pioli va al tiro solo una volta con Riverola nel corso del primo tempo. Lo spagnolo cresciuto nella cantera del Barcellona è la sorpresa di partenza nell’undici rossoblù insieme con il rilancio di Pazienza. Due mosse che non producono l’effetto sperato, due ennesimi ripensamenti di Pioli che fanno discutere, come la sostiuzione di Gilardino nel finale con Gabbiadini. Non per le qualità dell’ex atalantino ma per la scelta di mantenre in campo uno spompato Kone e sacrificare il cannoniere principe del Bologna, che nell’assalto finale avrebbe potuto favorire la rimonta.
Il Bologna ha già problemi strutturali ben noti ma a volte le scelte di Pioli finiscono per sottolinearli ulteriormente. Il tecnico rossoblù dovrebbe far tesoro delle poche certezze acquisite e invece si avvita in una infinita ricerca di soluzioni nuove. I punti fermi sono la difesa a quattro, con due soli centrali, la presenza di Krhin a fianco del generosissimo Perez (già rimessa in discussione per rilanciare Pazienza) e poi tre uomini (Diamanti Kone e Gabbiadini) alle spalle di Gilardino.
E’ questa la squadra che ha dato i migliori risultati in fatto di equilibrio, capacità costruttiva e finalizzazione. E’ la stessa formazione che ha fatto fuori il Chievo. Nel calcio è difficile inventare qualcosa di nuovo e rivoluzionario ma se si trova la strada della logica bisogna seguirla con decisione, senza inventarsi una squadra nuova ogni domenica.
Oggi la classifica e la mediocrità del campionato mantengono il Bologna con la testa fuori dal pantano. Ma, in attesa del mercato, è necessario usare sempre al meglio le risorse, altrimenti si richia di finire di nuovo nella spirale della paura.