Blog Quotidiano.net

Blog Quotidiano.net

I blog degli autori di Quotidiano.net, il Resto del Carlino, La Nazione ed Il Giorno online

di

Ribeiro, i ragazzi del Casale come Boateng: hanno fatto bene. Sveglia, Abete: i razzisti non dormono

Prima Boateng, insultato durante Pro Patria-Milan e talmente furibondo con i razzisti annidati sugli spalti, da lasciare il campo insieme con i rossoneri. Un gesto che ha fatto il giro del mondo, tanto che l’ONu ha invitato il giocatore ghanese a Ginevra, il 21 marzo, in qualità di ospite d’onore della giornata mondiale contro tutte le discriminazioni.

Adesso Fabiano Ribeiro, giocatore della Berretti del Casale che, assieme ai compagni, se ne va dopo essere stato apostrofato da un avversario con un epiteto razzista durante la gara con la Pro Patria. La quale, come minimo, è una società sfortunata.

Il presidente del club di Busto Arsizio Pietro Vavassori, un signore dipinto a Busto Arsizio come un sincero appassionato di sport, non ha dubbi. Dichiara all’Ansa: “Ho parlato con i dirigenti di Casale che si sono scusati per quanto è accaduto. Per noi non è successo niente e nessuno ha sentito niente, a parte il ragazzo di Casale”. Speriamo sia così. Speriamo che nessuno abbia insultato Fabiano Ribeiro, il ragazzo brasiliano del Casale. Perchè suona strano che i suoi compagni abbandonino improvvisamente il campo, in segno di solidarietà con lui; che il loro allenatore ne appoggi la scelta e mandi tutit a farsi benedire, avvertendo: “I miei giocatori hanno fatto bene. Così non si può più andare avanti”. E lo stesso Ribeiro, intervistato da Sky Tg 24, stamane ha ribadito di essere stato bersaglio di un attacco verbale schifosamente razzista. Possibile che l’abbia sentito soltanto lui, assieme ai suoi compagni? Che si sia insultato da solo?

Eppure, Vavassori insiste: “”Siamo pronti a tutelare la nostra immagine in ogni sede. I casi di razzismo sono altri. Se fossimo razzisti non avremmo ragazzi di colore in tutte le nostre squadre giovanili”.

Il direttore generale e responsabile del settore giovanile Raffaele Ferrara spiega di aver parlato con il ragazzo accusato di aver rivolto l’insulto razzista e con tutti i dirigenti della Pro Patria presenti ieri: “Nessuno ha sentito niente. Per questo non ci siamo scusati con il ragazzo di Casale, non mi sembra giusto. Per prima cosa io devo tutelare il nostro giocatore che è anche lui un ragazzo e poi al momento non c’è nulla di cui scusarci”.

Staremo a vedere che cosa deciderà il giudice sportivo, ma questa storia non ci piace per niente. Ed è l’ennesima. Se, contrariamente a quanto afferma il presidente della Pro Patria, le cose sono andate come ha denunciato Ribeiro, il brasiliano e i suoi compagni hanno fatto bene ad andarsene. E se l’arbitro non ha sentito nulla, è il caso che si sturi le orecchie. Come la Federazione Italiana Giuoco Calcio: le parole non bastano più.

Sveglia, Abete: dai campionati dei professionisti ai tornei giovanili, i razzisti non dormono.

Xavier Jacobelli