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Previsioni da Davos

(AGI) – Davos, 22 gen. – La crescita economica nel 2013 e’ la grande incognita dei manager mondiali che temono che la ripresa auspicata non decolli affossata dal peso dei deficit pubblici e dalla crisi dell’euro. E’ il risultato del 16esimo Global Ceo Survey, l’analisi annuale realizzata da Pricewaterhouse Coopers alla vigilia del World Economic Forum di Davos che fotografa il livello di fiducia nello sviluppo globale di 1330 capitani di industria, tra cui un quarantina di italiani, provenienti da oltre 68 paesi. Secondo lo studio soltanto il 36% dei Ceo del mondo e’ “molto fiducioso sulla crescita della propria societa’ nei prossimi 12 mesi contro il 40% dello scorso anno e il 48% del 2011. A credere meno di tutti nella crescita del proprio fatturato nel breve periodo sono i CEO dell’Europa Occidentale. Con una recessione in corso, soltanto il 22% si dichiara ottimista, contro il 27% dell’anno scorso e il 39% del 2011. Tra gli europei piu’ sfiduciati gli italiani di cui solo il 21% crede in una ripresa della propria attivita’. I manager italiani considerano ‘efficace’ l’azione del governo Monti, ma trovano insoddisfacenti le politiche di supporto all’innovazione e alla riduzione della complessita’ normativa. A loro il 2013 si presenta sostanzialmente allineato all’anno precedente ma la fiducia sulle prospettive di crescita dei ricavi e’ al minimo rispetto agli ultimi 4 anni. Tra i timori principali dei manager nostrani nei prossimi mesi c’e’ l’incapacita’ di finanziare la crescita in relazione alle difficili condizioni del credito (52%), il costo dell’energia  e delle materie prime (57%) ma soprattutto il rischio di un ulteriore aumento del carico fiscale (86%).

Le principali opportunita’ di sviluppo percepite dai CEO Italiani riguardano sia l’innovazione attraverso la creazione di nuovi prodotti e servizi (38%), spiega lo studio di Pwh nel Focus sull’Italia -  sia lo sviluppo della presenza internazionale (21%) anche attraverso operazioni di natura straordinaria.  Circa l’80% dei CEO italiani prevede cambiamenti nella strategia della propria societa’ nei prossimi mesi, con un focus selettivo su poche ma ben analizzate priorita’ di cambiamento: miglioramento dell’efficienza operativa (60%) attraverso il right sizing della struttura industriale in Italia e all’estero, nuovi investimenti in tecnologia (43%) per rendere piu’ efficace lo sforzo d’innovazione attraverso piu’ mirate attivita’ di Ricerca e Sviluppo (48%) e l’accrescimento della base clienti (45%) anche attraverso nuovi strumenti di marketing digitale. Le parole d’ordine sono agilita’ e adattabilita’ del business model per competere in modo piu’ efficace ed efficiente in scenari di business caratterizzati da “stabile instabilita’”. “I CEO Italiani – ha commentato Ezio Bassi, Territory Senio partner di PwC Italia – stanno seriamente valutando la necessita’ di una profonda business transformation dei prodotti offerti ai clienti e dei processi industriali, attraverso lo sviluppo di modelli di business innovativi ad alto valore aggiunto. Per fare questo salto qualitativo occorre avere a bordo nuovi talenti manageriali ed una profonda visione del futuro da parte del top management”. Tra le attivita’ di ristrutturazione condotte nell’ultimo anno e previste nei prossimi 12 mesi riguardano soprattutto attivita’ di riduzione dei costi (circa 80%).