I RAGAZZI DEL MOSAN CENTRE
A gennaio, sotto un sole di una giornata che, in Italia, avremmo meglio collocato in primavera inoltrata, la base UNIFIL 1-26 di AL MANSOURI ha aperto i cancelli ad un pulmann pieno di allegria. I passeggeri, dal sorriso coinvolgente, erano i ragazzi del MOSAN CENTRE, una struttrura del sud del Libano che accoglie e che, con amorevole cura, segue nella crescita bamini e ragazzi diversamente abili. Gli ospiti del centro si sono esibiti davanti ad un’eterogenea platea: i cavalieri di “Savoia” e di “Piemonte” e i rappresentanti delle municipalità dell’area di responsabilità di ITALBATT, l’unità di manovra italiana. Canti, balli ed una piccola rappresentazione teatrale, svoltasi in un’area predisposta chiamata ”Casa Italia”, sotto lo sguardo tanto amorevole quanto attento del coreografo, hanno rallegrato la nostra mattinata trasformando un’ ordinaria giornata di lavoro in un’occasione molto speciale vissuta tra sorrisi e commozione.
MOSAN in arabo vuol dire PROTEZIONE, e chi ha avuto la fortuna di assistere allo spettacolo sa bene perché. Guardando la sintonia che esiste tra i ragazzi e i loro insegnanti si percepisce immediatamente che all’interno del centro sono curati, protetti, salvaguardati, che lì trovano forza e serenità per affrontare le difficoltà della vita; nel centro, dove trascorrono gran parte della loro giornata, vengono forniti loro gli strumenti per essere “more confident” come mi ha detto un insegnante portandosi le mani al petto: a credere in loro stessi e nelle loro capacità imparando anche a fare piccoli lavori di artigianato, con la vendita dei quali traggono proventi per il sostentamento della struttura e grazie ai quali in futuro, lontano dalle mura protettive del centro, potranno guadagnarsi da vivere.
L’evento è terminato con uno standing lunch all’italiana e con il dono del comandante di ITALBATT al personale intervenuto di una foto della giornata trascorsa insieme. I sindaci delle varie municipalità hanno avuto parole di lode per ITALBATT che ha saputo mostrar un’eccellenza della loro terra a molti sconosciuta. In tutti noi è rimasta una sensazione di gioia per la forza d’animo che questi bimbi, sicuramente meno fortunati, riescono a trasmettere amando la vita e tutte le sue manifestazioni più vere.