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Montella cambia registro

Da una parte Parma, Juve e Inter. Dall’altra una porta senza portiere, un attacco senza gol e nervi a fior di pelle. Dovunque guardi, la Fiorentina al momento non offre immagini molto rassicuranti. Ma far finta di non vedere sarebbe ancora peggio, per questo dopo averne parlato a lungo in un vertice nel dopo partita di Catania, i dirigenti e Montella da oggi lavoreranno per correggere gli errori che hanno costellato questo gennaio d’inferno.
PORTIERE – Se a Viviano era bastata la prima papera clamorosa (quella di Roma) per perdere il posto, si suppone che con il peso di tre sconfitte sulla coscienza (Udine, eliminazione dalla Coppa Italia e Catania) Neto possa tornare in panchina senza rischiare per questo attacchi di depressione. Qui nessuno vuol distruggere nessuno e la diatriba non è nemmeno un gioco delle parti come quello che divide il popolo viola, si tratta semplicemente di trovare un portiere che dia sicurezza alla difesa e che se proprio non riesce a fare la differenza in positivo, perlomeno eviti di farla in negativo. “Con Galli in porta saremmo primi in classifica” il leit-motiv dei tifosi sul web. Ma non c’è bisogno di arrivare a tanto. Certo, tra Viviano e Neto l’ideale sarebbe prenderne uno nuovo per voltare pagina. Ma se l’operazione non riesce forse è meglio puntare sul primo cercando di ricucire il rapporto con Montella, perché il secondo ormai è bruciato.
AQUILANI – Due giornate di squalifica (niente Parma e Juve) e probabilmente anche una multa. L’espulsione di domenica a Montella non è proprio andata giù, come confermano le sue parole nel post partita: “Non so cosa abbia detto Alberto al signor Celi, ma crederò più all’arbitro che al giocatore”. In effetti non esiste che uno con l’esperienza di Aquilani possa lasciare in 10 la squadra proprio mentre stava cercando di riagguantare la vittoria, oltretutto per uno scatto di nervi seguito ad un banale contatto di gioco. L’idea del tecnico e della società è quella di mandare un segnale preciso anche al resto della squadra, che ultimamente ha preso troppe ammonizioni e non sempre per accanimento arbitrale.
JOVETIC – Somiglia sempre di più a Savicevic, che non a caso lo considera il suo erede. Con una differenza: che il Milan di allora poteva permettersi di tenere un giocatore che fa il fenomeno una volta al mese, la Fiorentina no di certo. Né d’altra parte può permettersi di lasciarlo fuori svalutando un suo patrimonio. L’unica cosa che Montella può fare, al momento, è coinvolgerlo almeno nel giro delle sostituzioni durante la partita, affinchè non si senta sempre e comunque intoccabile. E magari tentare una correzione di modulo, almeno quando manca Pizarro: un 4-3-3 forse gioverebbe anche al montenegrino, che spesso e volentieri si ritrova un po’ troppo solo.