Bologna troppo timido, il Catania lo punisce
Questo Bologna somiglia tremendamente al Napoli. Quando deve fare il salto di qualità, si pianta. E mentre la squadra di Mazzarri perde di vista lo scudetto, quella di Pioli non riesce a staccarsi dalla zona dei brividi. Succede puntualmente a Catania, dove il Bologna incassa la decima sconfitta esterna su tredici partite lontano dal Dall’Ara. Un ruolino di marcia allarmante, sottolineato da ben sette sconfitte per 1-0. Proprio come quella che matura allo stadio Massimino.
A Catania si rivede il Bologna della prima fase di campionato, una squadra timida e titubante, capace solo di attuare un dignitoso controgioco. Ma appena l’avversario la mette sotto, ecco l’inutile e affannosa rincorsa a un pareggio che non arriverà.
Il gol dei padroni di casa è una zuccata perentoria di Almiron, che semina in area Krhin con una spinta subdola e poi tocca con la nuca nell’angolo più lontano. Aldilà della scorrettezza, molto comune nella giungla dell’area di rigore, resta l’incapacità di Pioli di prendere contromisure agli inserimenti di Almiron, che con il suo metro e settantaquattro non è certo un gigante.
Sotto di un gol, il tecnico rossoblù rompe finalmente gli indugi, toglie Kone (invisibile) per far spazio a Gilardino, accentra Diamanti, avvicenda il disastroso Motta con Garics e poi spedisce in campo anche il fido Moscardelli a menare l’alabarda nell’area catanese.
La rivoluzione tattica produde due tiri di Gabbiadini, subito sintonizzato sulla giusta lunghezza d’onda, e unìoccasione d’oro per Gialrdiino che devia un cross di Moscardelli a pochi centimetri dal palo. Troppo poco per impensierire il Catania e per concretare una rimonta che resta tabù.
E’ una brutta domenica per il Bologna, incapace di dare seguito alla sua fresca striscia positiva. Ma non si ferma solo la colassifica. Calano la convinzione, la freschezza fisica e la qualità. Khrin comincia bene a centrocampo ma poi perde mordente e anche Perez non è in giornata felice. Sui lati solo Morleo sa accendere qualche luce, mentre Diamanti e Gilardino restano regolarmente tagliati fuori dalla manovra.
Questo Bologna bravino a difendersi ma incapace di far male, deve osare qualcosa in più specie in trasferta. Se qualità e peso specifico sono spostate verso il fronte d’attacco (dove si muovono Diamanti e Gialrdino) inutile privilegiare solo la fase difensiva. come è accaduto a Catania.
Se non vuole soffrire fino all’ultima giornata, il Bologna deve trovare il coraggio di osare, di cercare il gol, spingendo molti uomini verso la porta avversaria, come ha fatto con Roma, Napoli e Pescara. In questo campionato di mediocri il coraggio può pagare.