Un Gaijin in panchina
DELLA FAMIGLIA SATO, capace di piazzare tre fratelli nella Hall of Fame del volley americano, vi avevo parlato qui.
Gary, Liane ed Eric furono premiati dalla Usav di Santa Monica per i loro meriti come giocatori prima e come assistenti allenatori poi. Gary era già assistente nel 1988 quando gli statunitensi vinsero l’oro olimpico, la sorella Liane ha giocato le Olimpiadi dell’88 e del ’92 vincendo il bronzo a Barcellona, mentre Eric ha vinto l’oro nel 1988 e il bronzo nel 1992, prima di diventare allenatore e aprire una Academy che porta il suo nome a San Diego.
La notizia di questi giorni riguarda Gary: la federazione giapponese lo ha scelto per allenare la nazionale maschile. A 58 anni, Sato diventa il primo straniero nella storia del volley nipponico ad allenare una nazionale. Dopo aver fallito la qualificazione a Londra, la federvolley orientale ha cominciato a guardarsi in giro, e ha capito di dover uscire dall’isolamento dell’autarchia. A quanto pare, ha pesato il ricordo del successo americano nella World Cup del 1985, quando Sato era il capo allenatore degli americani. E hanno scelto di affidarsi a un gaijin. Uno straniero. Non è un salto culturale di poco conto, per i giapponesi.