B.G.
Alcune considerazioni non strettamente economiche, ma legate alla Rete e al fenomeno 5 Stelle. La versione politicamente corretta del successo di Grillo attribuisce una buona parte del merito all’utilizzo di Internet costruito grazie alle capacità di Web Marketing di Roberto Casaleggio. Sarà anche così, ma togliendosi il prosciutto dagli occhi e dalle orecchie, se fossi un concorrente del M5S proverei un’altra strada e mi farei qualche domanda. La prima: perché il re del virtuale ha scelto fisicamente il giro d’Italia delle piazze e ha attraversato a nuoto lo stretto di Messina per urlare i propri slogan e sostenere le proprie proposte? Casaleggio sarà anche un ottimo guru della Rete, ma probabilmente non è l’unico maghetto in Italia e al mondo. E, allora, perché i concorrenti di B.G. non si sono armati di consulenti di altrettanta capacità nell’utilizzare i nuovi media? Osservare la realtà, anche in questo caso, aiuta a semplificare: è nato un nuovo movimento politico, con due leader che lo guidano, una serie di proposte e, dal 25 febbraio, una folta pattuglia di parlamentari. Tutto qui, né più né meno. Non c’è nulla di esoterico: le armi usate da B.G. erano a disposizione di tutti. O, forse, anche il caso in questione conforta i pochi che sostengono che, nonostante tutto, il messaggio conta ancora più del mezzo? E quello di B.G. ha convinto un quarto degli elettori italiani. Può non piacere, ci possono essere buone ragioni per essere preoccupati, ma questi sono i fatti. Altrimenti parliamo di niente.